Ecco dove nascerà il prossimo temporale

Nuovi algoritmi permettono di anticipare i fenomeni meteorologici estremi sfruttando l’archivio dei dati passati: «Ma il giudizio umano resta indispensabile»
Nuovi algoritmi permettono di anticipare i fenomeni meteorologici estremi sfruttando l’archivio dei dati passati: «Ma il giudizio umano resta indispensabile»
LOCARNO - Prevedere il tempo non è più solo una questione di supercalcolatori e modelli numerici. Anche l’intelligenza artificiale sta entrando nella meteorologia, aprendo la strada a nuovi sistemi per simulare l’evoluzione dell’atmosfera e rendere più rapida ed efficiente la previsione.
«Non utilizziamo l’intelligenza artificiale per sostituire quella umana, ma per imparare a riprodurre l’evoluzione dell’atmosfera che tradizionalmente viene calcolata attraverso modelli numerici», spiega Daniele Nerini, coordinatore IA di MeteoSvizzera. In termini più tecnici si parla di «emulazione». Una tecnologia che «sta ridefinendo l’economia della previsione meteorologica: diventa più rapido sviluppare modelli meteorologici e sempre meno costoso fare previsioni».
MeteoSvizzera la utilizza già nel campo delle misurazioni, per esempio per il controllo della qualità e l’identificazione di determinati fenomeni, e per prodotti specifici come le allerte per i temporali. Il cuore della previsione resta però basato sulle simulazioni numeriche. «Negli ultimi due o tre anni stiamo esplorando anche l’uso di modelli di intelligenza artificiale in questo ambito». Come, appunto, nello studio dei temporali.
Negli scorsi giorni è stato lanciato un nuovo algoritmo che aiuta nella previsione di questi fenomeni, «molto difficile già di partenza», spiega Nerini. «Si tratta di un fenomeno molto localizzato e che si sviluppa su tempi molto brevi».
In precedenza si utilizzavano regole empiriche basate sulla persistenza per monitorare la situazione in tempo reale e cercare di estrapolarne l’evoluzione a breve termine. Ora l’intelligenza artificiale permette di utilizzare lo storico, «quindi un archivio di dati passati per imparare come tipicamente un temporale si svilupperà a breve termine».
Il risultato è la possibilità di prevedere non solo la posizione e la direzione di un temporale già esistente, ma anche «la nascita, l’evoluzione e la dissipazione di una cellula temporalesca nell’ora successiva».
Ma, nonostante l’avanzata dell’intelligenza artificiale, il ruolo del meteorologo resta centrale «per l’interpretazione e per la comunicazione della previsione: l’intelligenza artificiale non cambierà radicalmente questo aspetto», sottolinea Nerini. Soprattutto quando si tratta di allerte e situazioni critiche, «è fondamentale mantenere un contributo umano in tutta la catena di produzione della previsione meteo».







