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LUGANO

Droga e degrado vicino alle scuole: «Il problema si è spostato, non risolto»

Siringhe nei pressi dell'asilo, consumo di droga e tentativi di furto: cresce la preoccupazione a Ruvigliana. Undici consiglieri comunali chiedono risposte al Municipio di Lugano.
Droga e degrado vicino alle scuole: «Il problema si è spostato, non risolto»
Ti-Press / Carlo Reguzzi (immagine simbolica)
Fonte RED
Droga e degrado vicino alle scuole: «Il problema si è spostato, non risolto»
Siringhe nei pressi dell'asilo, consumo di droga e tentativi di furto: cresce la preoccupazione a Ruvigliana. Undici consiglieri comunali chiedono risposte al Municipio di Lugano.

LUGANO - Consumo di droga vicino alle scuole, siringhe abbandonate, tentativi di furto e ripetuti interventi della Polizia. Il degrado già segnalato a Castagnola si sarebbe esteso a Ruvigliana, arrivando a interessare anche gli spazi frequentati dai bambini. A denunciarlo è un'interrogazione al Municipio di Lugano, primo firmatario il consigliere comunale Rubens Bertogliati (PLR/PVL), sottoscritta da altri dieci rappresentanti di diversi partiti politici.

Droga anche nel giardino dell'asilo
Secondo quanto riportato nel documento, residenti e genitori segnalano episodi ricorrenti di consumo di stupefacenti nelle immediate vicinanze della scuola elementare e della scuola dell'infanzia. Non solo. Vengono riferiti accessi al giardino dell'asilo per consumare sostanze, siringhe abbandonate, grida, persone in stato di grave alterazione e tentativi di scasso delle automobili.

La situazione avrebbe conseguenze dirette anche sull'attività scolastica. Stando alle segnalazioni raccolte dai firmatari, il personale della scuola sarebbe costretto a controllare il giardino dell'asilo prima di consentire l'accesso ai bambini. Verifiche analoghe verrebbero effettuate dagli addetti alla nettezza urbana.

«Non è accettabile che spazi destinati all'infanzia debbano essere ispezionati per escludere la presenza di aghi e materiale pericoloso», si legge nell'interrogazione.

«Il fenomeno sembra essersi spostato»
Il problema non è nuovo. Già lo scorso aprile, un'interrogazione intitolata «Castagnola il nuovo Bronx?» aveva portato all'attenzione del Municipio le preoccupazioni dei residenti. A maggio erano emerse ulteriori testimonianze sul consumo di droga nei pressi delle scuole di Ruvigliana.

Nella risposta di luglio all'interrogazione precedente, l'Esecutivo cittadino aveva riconosciuto le criticità, annunciando controlli mirati, il coinvolgimento dei servizi competenti e un approfondimento sulle possibili alternative di collocamento delle persone in situazione di disagio.

Ma, secondo i firmatari, a distanza di mesi la situazione non sarebbe migliorata. «Il fenomeno sembra quindi essersi spostato, non risolto», sostengono, chiedendo al Municipio quali misure siano state effettivamente attuate e con quali risultati.

Tra le richieste figurano anche il numero di segnalazioni e interventi di Polizia registrati nel 2026, i controlli effettuati nei giardini scolastici e lungo i percorsi casa-scuola, nonché la quantità di siringhe e altro materiale pericoloso eventualmente rinvenuto.

Nel mirino anche gli alberghi che ospitano persone in difficoltà
L'interrogazione solleva però una questione più ampia, quella del collocamento di persone con dipendenze o gravi disagi sociali in pensioni e strutture alberghiere.

Secondo i consiglieri comunali, diverse strutture della zona di Castagnola e Ruvigliana sarebbero oggi occupate in larga parte da persone in situazione di disagio. Una concentrazione che, a loro giudizio, contribuirebbe ad alimentare il malumore dei residenti e potrebbe avere ripercussioni anche sull'immagine turistica della zona del Monte Brè.

Il ricorso a pensioni e alberghi viene definito nell'atto parlamentare «una scelta di comodo», che permetterebbe di contenere i costi rispetto a strutture specializzate, ma senza garantire necessariamente un accompagnamento sociale adeguato.

La critica riguarda anche il possibile utilizzo di fondi pubblici per finanziare questi soggiorni. I firmatari sollevano dubbi sulle condizioni di accoglienza e sull'operato di alcuni gestori, accusati di privilegiare il profitto rispetto alle esigenze delle persone ospitate.

Quanti soldi pubblici vengono spesi?
Su questo fronte, l'interrogazione chiede al Municipio di fare chiarezza sul numero di persone attualmente alloggiate in pensioni e alberghi con il sostegno economico di enti pubblici, sia sull'intero territorio cittadino sia, in particolare, nella zona Castagnola-Ruvigliana-Monte Brè.

I consiglieri vogliono conoscere i criteri utilizzati per scegliere le strutture, le verifiche sulle condizioni di alloggio e sulle tariffe applicate, oltre al costo medio di questi collocamenti rispetto a quelli in strutture dotate di accompagnamento sociale.

Un altro punto riguarda l'assistenza concretamente garantita agli ospiti. I firmatari chiedono quali forme di sostegno e vigilanza siano previste e a che punto sia l'approfondimento delle alternative annunciato dal Municipio a luglio. L'obiettivo indicato è quello di creare o potenziare, in collaborazione con il Cantone e gli enti specializzati, strutture intermedie capaci di offrire un accompagnamento adeguato.

Chiesti più controlli e un incontro con i residenti
Sul fronte della sicurezza, i consiglieri propongono un sopralluogo coordinato tra Polizia, servizi comunali e Direzione scolastica, accompagnato da una presenza mirata degli agenti anche nelle ore serali.

Chiedono inoltre di valutare l'impatto della situazione sull'attrattiva turistica di Ruvigliana e del Monte Brè e di individuare un referente unico per gestire le criticità del quartiere.

Tra le proposte figura infine l'organizzazione di un incontro con residenti, Commissione di quartiere Cassarate-Castagnola, Direzione scolastica e servizi competenti, durante il quale presentare un piano d'intervento con responsabilità precise, scadenze e verifiche dei risultati.

Il documento si chiude sottolineando la necessità di conciliare due esigenze: garantire la sicurezza del quartiere e assicurare un'assistenza dignitosa alle persone più vulnerabili. «Le persone con dipendenze o gravi disagi hanno diritto a un'assistenza adeguata. Allo stesso tempo, la Città deve garantire la sicurezza di chi vive, studia, lavora e soggiorna nel quartiere. Le due esigenze non sono in contrasto: entrambe chiedono collocamenti con un vero accompagnamento».

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