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Cicerone, scansati: arriva Volabass

È disponibile nelle librerie il capitolo ottavo della spassosa serie tra animazione e dialetto: questa volta è stato tirato in ballo il latino
Cicerone, scansati: arriva Volabass
Cicerone, scansati: arriva Volabass
Davide Giordano tio.ch
Cicerone, scansati: arriva Volabass
È disponibile nelle librerie il capitolo ottavo della spassosa serie tra animazione e dialetto: questa volta è stato tirato in ballo il latino

SEMENTINA - Samba, lambada e cha-cha-cha? Macché: Seneca, Lampridio e Cicerone. L'ottavo e ultimo capitolo della serie "Volabass" porta i ruvidi modi di dire del dialetto nostrano nella lingua di Cicerone, con un risultato da far rivoltare nella tomba Caio, Tizio e Sempronio.

Impeccabile latino, per espressioni non impeccabili
L'idea - «malsana», la definiscono gli autori - è venuta proprio a Christian Demarta, che stavolta, per dirla con la lingua di Ovidio, non humi volavit, ovvero l'ha mia volà bass: ha convinto il noto professore di lingue classiche Benedino Gemelli a tradurre in impeccabile latino alcune espressioni del colorito e non di rado sboccato dialetto nostrano.

Ne è nato un singolare cortocircuito linguistico tra osteria e foro romano: modi di dire tramandati oralmente per generazioni si ritrovano all'improvviso vestiti di toga. Un risultato che potrebbe dare parecchio filo da torcere ai linguisti del futuro, se mai ne trovassero una copia tra le macerie della nostra civiltà. Il "parco lingue" si è arricchito di un nuovo ospite, dopo l'esperanto e il walser dei precedenti esperimenti.

Imparare, divertendosi
La formula è quella, vincente, degli altri sette capitoli: modi di dire che tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo avuto sulle labbra oppure abbiamo incrociato in famiglia, al bar, a scuola o per strada. Più illustrazioni spassose e capaci di andare dritte al punto, comunicando immediatamente il concetto. E, se non parlate italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo, romancio e latino, «ci sono pur sempre i disegnini di Demarta, a prova di analfabeta».

Essendo politicamente scorrette e irriverenti (un tanto al chilo), le espressioni incluse nel volumetto dal caratteristico formato orizzontale contengono anche un pizzico di satira politica. Soprattutto, sono un efficace sistema per imparare divertendosi: chi non si è mai chiesto quale sia l'origine di certe espressioni? A volte è contadina, altre volte viene da antiche consuetudini. Oppure, come nelle più pure paròll da gròtt, sono frutto della fantasia incontenibile di qualche avventore di locale pubblico (magari bagnata da un paio di bicchieri di Merlot).

Qualche esempio dal volume fresco di stampa: stravacà, l'atteggiamento ozioso di chi riposa abbandonato scompostamente, in latino diventa recubans tamquam bos, mentre cünta sü la rava e la fava si traduce in rapam et fabam narrare. Perché? Perché la gamba l'è tacada al pè, ovvero quia crus pedi adhaeret.

La presentazione ufficiale
"Volabass 8, che rebelòtt!", sottotitolo "Fly low 8: what a freaking mess!", è disponibile nelle librerie della Svizzera italiana da metà ottobre e si può acquistare anche online sul sito www.volabass.com. La presentazione ufficiale è in programma martedì 10 novembre alle 20 nell'aula magna delle scuole elementari a Grono (GR). Conduce la serata Moira Bubola (RSI), con Benedino Gemelli, che ha curato la traduzione in latino, il grafico Lulo Tognola e l'autore e illustratore Christian Demarta.

Gli affezionati lettori sentiranno una stretta al cuore leggendo che, all'otto, non seguirà il nove. «Non fatico a immaginare folle che si strappano le vesti, consapevoli che si tratta dell'ultimo appello prima del Nulla Cosmico Vernacolare», spiega Demarta. La speranza di un seguito? È l'ultima a morire...

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