Sul darkweb c'è una taglia su Tajani

La Farnesina rafforza la cyber-sicurezza e il Ministro italiano denuncia rischi crescenti anche per la propria famiglia.
ROMA - Sul darkweb, da almeno due settimane, gli hacker filorussi di «Noname057(16)» hanno pubblicato dati e richiesto notizie, a pagamento, sul ministro degli esteri italiano Antonio Tajani, sul Procuratore di Roma Francesco Lo Voi e sul capo della Polizia postale Ivano Gabrielli.
Ne scrive il Fatto Quotidiano, secondo cui ancora oggi, questa minaccia ibrida è online perché nessuno l'ha neutralizzata. Sul caso, sempre secondo il quotidiano, indaga la procura di Roma.
Il responsabile della Farnesina sottolinea come di fatto queste richieste sul dark web lo espongano a nuove minacce e intimidazioni. «Coinvolgono anche la mia famiglia, sono pronti a pagare per altri dettagli su di me e sui miei cari» .
Per Tajani chi cerca informazioni si muove «anche in reazione alle attività che da mesi abbiamo messo in piedi per difendere la sicurezza informatica» del ministero degli Esteri. «Alla Farnesina lavoriamo seriamente contro queste minacce: ho creato dal 1 gennaio una 'direzione cyber' per proteggerci dalle incursioni informatiche di soggetti spesso collegati in qualche modo a entità statali a noi ostili. Siamo operativi e siamo collegati ai nostri alleati», aggiunge.
«La nostra scelta, la mia missione sono compiute: noi continueremo a difendere la nostra sicurezza, a difenderci dai criminali informatici. Con la convinzione che questo è il modo giusto per tutelare il popolo italiano e il nostro Paese», aggiunge il titolare della Farnesina.
«Non mi farò intimidire in nessun modo. Continuerò a lavorare per difendere il mio ministero e l'Italia, rafforzerò sempre più i legami e la collaborazione con i nostri alleati per proteggerci insieme. La nostra posizione sull'Ucraina è la ragione politica per cui sono entrato nel mirino. Difendere la libertà di uno Stato sovrano, schierarsi in maniera limpida a favore di democrazia e indipendenza di una nazione per queste entità criminali è pericoloso», ha affermato ancora Tajani.
Meloni: solidarietà
«Esprimo la mia piena solidarietà al vicepresidente del Consiglio, Antonio Tajani, per quanto emerso sull'attività di hacker filorussi e sulla diffusione sul dark web di dati personali che lo riguardano. La messa in vendita di informazioni riservate su esponenti delle istituzioni desta grande preoccupazione e va affrontata con la massima determinazione. Altrettanto preoccupante è la circolazione di immagini false, diffuse anche da esponenti dell'opposizione. La libertà di espressione non può mai diventare terreno di disinformazione». È quanto affermato dalla premier Giorgia Meloni in una nota.



