«Trump non è stato eletto imperatore del mondo»

Il presidente brasiliano Lula ha replicato alle minacce di dazi del presidente USA, dicendosi comunque pronto al dialogo.
BRASILIA - Il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva ha replicato alle minacce di dazi doganali di Donald Trump, dichiarando alla Cnn che il suo omologo è stato eletto per guidare gli Stati Uniti e «non per essere l'imperatore del mondo».
Intervistato da Christiane Amanpour, Lula ha sostenuto che le minacce di Trump si sono discostate dal «protocollo» e che il destino dell'ex presidente brasiliano Jair Bolsonaro non può essere oggetto di negoziati commerciali.
«Il potere giudiziario in Brasile è indipendente. Il presidente della Repubblica non ha alcuna influenza», ha sottolineato, aggiungendo che Bolsonaro «viene giudicato per le azioni compiute nel tentativo di organizzare un colpo di Stato».
Lula ha inoltre dichiarato che Trump sarebbe stato processato in Brasile se le azioni legate all'insurrezione del 6 gennaio a Capitol Hill fossero avvenute nel Paese sudamericano. Secondo il presidente brasiliano, in quel caso Trump avrebbe probabilmente violato la Costituzione e sarebbe stato arrestato.
Nonostante le divergenze, Lula si è detto disponibile al confronto. «Non considero il presidente Trump un presidente di estrema destra. Lo considero il presidente degli Stati Uniti: è stato eletto dal popolo americano», ha affermato, escludendo che le differenze ideologiche debbano ostacolare i negoziati.
«La cosa migliore al mondo è sederci attorno a un tavolo e parlare», ha aggiunto Lula. Il presidente brasiliano si è detto pronto a negoziare con Washington qualora Trump intenda affrontare seriamente i colloqui in corso, sottolineando però che le relazioni tra i due Paesi «non possono continuare in questo modo».



