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MEDIO ORIENTE

Roma, Londra, Parigi e Berlino: «Israele fermi gli insediamenti in Cisgiordania»

I quattro Paesi contestano le gare per il progetto E1. Sa'ar replica al ministro britannico Miliband: «Decisione presa nel 2025»
Roma, Londra, Parigi e Berlino: «Israele fermi gli insediamenti in Cisgiordania»
AFP
Fonte Ats Ans
Roma, Londra, Parigi e Berlino: «Israele fermi gli insediamenti in Cisgiordania»
I quattro Paesi contestano le gare per il progetto E1. Sa'ar replica al ministro britannico Miliband: «Decisione presa nel 2025»

TEL AVIV - Francia, Germania, Italia e Regno Unito chiedono a Israele di fermare l'espansione degli insediamenti dei coloni in Cisgiordania, contestando in particolare il progetto E1 tra Ma'aleh Adumim e Gerusalemme.

In una dichiarazione congiunta, i quattro Paesi definiscono «inaccettabile» la decisione del governo israeliano di pubblicare bandi di gara per costruire nell'ambito del progetto. Secondo Roma, Parigi, Berlino e Londra, l'insediamento E1 «comprometterà la prospettiva della soluzione a due Stati», creando una frattura nella Cisgiordania e pregiudicando la continuità territoriale dei Territori palestinesi.

Giovedì mattina il ministro degli Esteri britannico Ed Miliband aveva già definito il progetto «inaccettabile, distruttivo e pericoloso per la soluzione dei due Stati». Il ministro israeliano Gideon Sa'ar ha respinto «categoricamente» la dichiarazione e quello che ha definito il «tono paternalistico» di Miliband, precisando che non vi sarebbero state nuove decisioni sull'area E1: quella sullo sviluppo risalirebbe al 2025 e la procedura di gara sarebbe in corso da diversi mesi.

I piani approvati nell'agosto 2025 dall'alto comitato di pianificazione dell'amministrazione civile israeliana prevedono 3.412 unità abitative nel distretto E1. Il progetto aumenterebbe di circa 12.000 persone la popolazione di Ma'aleh Adumim, attualmente di 38.000 abitanti. Questa settimana il sindaco Guy Yifrach ha annunciato l'avvio della costruzione delle prime 1.400 unità abitative.

L'area E1, estesa per circa 12 chilometri quadrati, è considerata strategica perché costituisce un corridoio tra la Cisgiordania meridionale e quella settentrionale. Giovedì organizzazioni per i diritti umani e comunità palestinesi hanno chiesto al tribunale distrettuale di Gerusalemme un'ingiunzione provvisoria per congelare la prima gara d'appalto. Il progetto, elaborato per la prima volta dal governo Shamir nel 1991, ha incontrato per decenni l'opposizione degli Stati Uniti per la sua ubicazione.

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