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HAMAS / ISRAELE

«Israele fermi i raid»

Incontro a Gerusalemme sul futuro della Striscia. Netanyahu: smilitarizzazione da completare prima di qualsiasi ricostruzione.
«Israele fermi i raid»
Imago
Fonte Ats Ans
«Israele fermi i raid»
Incontro a Gerusalemme sul futuro della Striscia. Netanyahu: smilitarizzazione da completare prima di qualsiasi ricostruzione.

TEL AVIV - GERUSALEMME - Ventiquattro ore dopo i colloqui con i leader di Hamas in Egitto, l'inviato Usa Jared Kushner e i rappresentanti del Board of Peace hanno incontrato il premier israeliano Benjamin Netanyahu a Gerusalemme per discutere del piano per Gaza. La riunione si è svolta nel giorno delle primarie del Likud, il partito del primo ministro.

Il presidente americano Donald Trump, intervistato da Fox News, ha affermato che «sarebbe meglio se gli israeliani non attaccassero Gaza», assicurando che «Hamas ha accettato di deporre le armi». Washington punta a limitare gli omicidi mirati nella Striscia. Secondo quanto riferito da Channel 12, Kushner avrebbe tuttavia sostenuto la libertà d'azione israeliana in presenza di una minaccia, chiedendo che questa sia definita come «imminente».

Al vertice hanno partecipato, tra gli altri, il direttore esecutivo del Board of Peace Nickolay Mladenov, l'ex premier britannico Tony Blair, il capo dello Shin Bet David Zini, il direttore dell'intelligence militare Shlomi Binder e l'ambasciatore Usa Mike Huckabee. Secondo fonti citate dai media israeliani, le parti concordano sul fatto che la ricostruzione debba essere preceduta dal completo disarmo di Hamas e dalla smilitarizzazione della Striscia. Le armi dovrebbero essere consegnate alla Forza internazionale di stabilizzazione (Isf) affinché vengano distrutte.

Netanyahu ha comunicato che è stata concordata l'istituzione di due gruppi di lavoro: il primo dedicato alla smilitarizzazione di Gaza, «da completare rapidamente prima di qualsiasi ricostruzione», e il secondo ai servizi igienico-sanitari nell'enclave. Restano tuttavia divergenze: Israele non ritiene che Hamas deporrà le armi, mentre gli Stati Uniti sostengono che questa possibilità sia concreta.

Nei giorni scorsi il ministro di ultradestra Itamar Ben Gvir si è invece espresso a favore di nuovi omicidi mirati a Gaza, invocandone decine ogni notte durante un podcast. Sullo sfondo del confronto sul futuro della Striscia ci sono infine le primarie del Likud, i cui risultati sono attesi nella notte.

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