Dopo le Midterm: l'oro torna sopra i 4000 dollari, il franco guadagna sul dollaro

La sconfitta dei repubblicani alle elezioni di midterm negli USA pesa sul dollaro, mentre calano i rendimenti dei titoli di Stato
WASHINGTON - Il prezzo dell'oro torna a salire, spinto dall'indebolimento del dollaro dopo le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti. La netta sconfitta del Partito repubblicano del presidente Donald Trump, che ha perso il controllo di entrambe le Camere del Congresso, ha messo sotto pressione la valuta americana, favorendo gli acquisti del metallo prezioso e rafforzando alcune valute estere.
Mercoledì il dollaro è sceso a 0,8159 franchi, dopo essere stato scambiato sopra quota 0,82 franchi la sera precedente. L'euro, dal canto suo, è salito a 1,1261 dollari, rispetto a un valore inferiore a 1,12 dollari prima dell'inizio dello spoglio elettorale. Anche franco svizzero e yen giapponese sono da considerarsi tra i vincitori della giornata, ha sottolineato Bloomberg. La divisa elvetica è stata scambiata a 0,915 intorno alle 4 di questa mattina, quando era ormai chiaro che l'andamento delle votazioni avrebbe premiato i Democratici. Secondo Volkmar Baur, esperto di cambi di Commerzbank, le perdite del biglietto verde indicano che i mercati sono stati colti di sorpresa dal risultato delle urne. L'analista prevede ulteriori ribassi del dollaro nel breve termine.
Oro sopra i 4000 dollari
La debolezza della valuta statunitense sostiene le quotazioni dell'oro, generalmente scambiato in dollari sui mercati internazionali. Un dollaro più debole rende infatti il metallo prezioso meno costoso per gli acquirenti che utilizzano altre valute, favorendo la domanda. Alla borsa di Londra, il prezzo di un'oncia troy d'oro, pari a circa 31,1 grammi, ha superato la soglia dei 4000 dollari. Nel pomeriggio il metallo prezioso veniva scambiato a 4044 dollari, in rialzo del 2,9% rispetto al giorno precedente.
La ripresa arriva dopo che, alla fine della scorsa settimana, le quotazioni erano scese fino a 3870 dollari, il minimo dell'anno. Nonostante il recente recupero, l'oro rimane ancora distante dal record di quasi 5600 dollari raggiunto all'inizio del 2026. A influenzare i mercati è soprattutto il nuovo quadro politico americano: gli elettori hanno consegnato ai Democratici il pieno controllo del Congresso, sottraendo ai repubblicani la maggioranza sia alla Camera dei rappresentanti sia al Senato.
I titoli di Stato USA cedono terreno
A sostenere il prezzo dell'oro contribuisce anche la diminuzione dei rendimenti dei titoli di Stato statunitensi. Poiché il metallo prezioso non genera interessi, diventa relativamente più interessante per gli investitori quando i rendimenti obbligazionari scendono. Secondo gli osservatori, il risultato delle elezioni potrebbe limitare la capacità dell'amministrazione Trump di portare avanti la propria agenda di politica finanziaria, riducendo anche le prospettive di ricorso al credito da parte del governo federale.
Il nuovo equilibrio politico rischia inoltre di complicare l'attività legislativa della Casa Bianca. «Guardando al futuro, un Congresso controllato dai Democratici bloccherà alla presidenza Trump la maggior parte delle vie legislative, aumentando la pressione nelle trattative annuali sul bilancio e limitando in modo significativo la capacità del governo di attuare la propria agenda interna», ha scritto l'agenzia di rating Scope.
Wall Street: futures negativi, ma poi...
Wall Street ha aperto le contrattazioni in forte, dopo che i futures avevano fatto supporre un andamento decisamente diverso, influenzato specialmente dai timori di una possibile stretta democratica su tech e intelligenza artificiale. Il Dow Jones sale dell'1,95% a 52.803,24 punti, il Nasdaq avanza dell'1,31% a 25.687,35 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dell'1,16% a 7.656,46 punti.



