Shein riporta la produzione in Cina nonostante i dazi Usa

Ridotta la produzione in Vietnam: il gruppo torna ai fornitori cinesi e guarda alla Borsa di Hong Kong
SINGAPORE - Il gigante della moda online Shein ha drasticamente ridotto la produzione in Vietnam per riaffidarsi ai fornitori cinesi. Lo riporta un'esclusiva di Reuters, che evidenzia le difficoltà del gruppo nell'allontanarsi dalla Cina per evitare i dazi imposti dagli Stati Uniti.
Nato in Cina, il marchio aveva avviato negli ultimi anni una diversificazione della produzione verso altri Paesi asiatici, tra cui il Vietnam, proprio per limitare l'impatto delle misure commerciali americane. La recente inversione di rotta indica però i limiti di questa strategia.
Nel 2022 Shein ha trasferito la sede principale a Singapore, con l'obiettivo di accreditarsi come gruppo globale e facilitare una quotazione sui mercati occidentali. Tuttavia, dopo il mancato via libera dalle piazze di New York e Londra, il gruppo ha dovuto rivedere i propri piani.
La holding con base a Singapore guarda ora alla Borsa di Hong Kong per una possibile quotazione, rafforzando al contempo la propria presenza produttiva in Cina. Una scelta che riflette le complessità delle catene di approvvigionamento nel contesto delle tensioni commerciali internazionali.



