Stuprata e picchiata per ore nella "casa degli orrori". Il processo che sta scioccando la Germania

È iniziato il processo shock: le indagini si allargano a nuovi sospettati dopo il ritrovamento di materiale video e testimonianze inquietanti.
È iniziato il processo shock: le indagini si allargano a nuovi sospettati dopo il ritrovamento di materiale video e testimonianze inquietanti.
ARNSBERG - È stata picchiata, violentata, umiliata, ferita con oggetti e incatenata per ore, quasi nuda, a una trave del terrazzo, esposta al freddo intenso.
È iniziato il processo penale contro quattro imputati - tra cui due minorenni - accusati di aver sottoposto una donna a mesi di torture nella città di Soest, nella Germania occidentale. A sorpresa, all'apertura dell'udienza, il Tribunale di Arnsberg (Renania Settentrionale-Vestfalia) ha annunciato che le indagini si sono estese ad altri sospettati.
Ai quattro imputati vengono contestati, tra gli altri reati, lesioni personali, violenza sessuale, coercizione e privazione della libertà personale. Con diversi gradi di coinvolgimento, nel 2025 avrebbero torturato, umiliato e maltrattato la vittima all'interno di un'abitazione. Il caso, diventato noto come «la casa degli orrori di Soest», aveva scioccato tutta la Germania. Le accuse più gravi riguardano soprattutto due uomini di 29 e 25 anni, entrambi di Soest, attualmente in custodia cautelare e condotti in aula ammanettati.
Da luglio a novembre 2025, gli imputati avrebbero attirato ripetutamente la vittima, una donna senza fissa dimora, nella casa a schiera del 29enne. La donna sarebbe tornata più volte nell'abitazione, situata in un quartiere residenziale immerso nel verde, nella speranza di ricevere cibo e trovare un posto dove dormire. La vittima, «già di per sé poco in grado di difendersi», avrebbe vissuto in uno stato di paura costante, ha raccontato la procuratrice Imke Reelsen.
Dalla lettura dell'atto d'accusa emergono episodi di estrema violenza. La donna sarebbe stata costretta a ballare su un tavolo con della biancheria intima sporca in bocca, torturata con una spazzola per WC usata e violentata dal 25enne nella cameretta dei bambini, mentre il 29enne filmava la scena. Avrebbe inoltre riportato gravi ferite provocate da un'idropulitrice. In altre due occasioni sarebbe stata legata per almeno un'ora a un tubo del riscaldamento nel seminterrato.
Due minorenni sul banco degli imputati
Due degli imputati hanno appena 16 e 17 anni. Il 17enne è accusato soprattutto di aver partecipato a un episodio avvenuto all'inizio di novembre, quando il principale imputato avrebbe appeso la donna, parzialmente svestita, a una trave all'esterno dell'abitazione, usando delle manette. I suoi piedi toccavano appena il suolo. Secondo l'accusa, la vittima avrebbe riportato gravi congelamenti prima di essere liberata dalla polizia, intervenuta dopo ore. È stata poi ricoverata a lungo in terapia intensiva. Entrambi gli imputati avrebbero esposto la donna «al pericolo di morte», ha dichiarato la procuratrice.
A dare l'allarme era stato un residente, che a tarda sera aveva notato la donna sulla terrazza e aveva chiamato la polizia. La vittima si è ora costituita parte civile, ma non ha partecipato alla prima giornata del processo. Secondo la sua avvocata, le sue condizioni non le permettono di viaggiare. Il 16enne deve invece rispondere di un solo episodio di coercizione. Tutti e quattro gli imputati sono cittadini tedeschi. Il 29enne, che lavorava come infermiere, possiede anche la cittadinanza croata.
Il processo è condotto dalla Grande Camera Penale in qualità di tribunale minorile e si svolge pubblicamente, nonostante due imputati siano ancora minorenni. Il giudice ha motivato la decisione con il notevole interesse pubblico per il caso. Alcune fasi del dibattimento, come le dichiarazioni dei minorenni, potrebbero tuttavia svolgersi a porte chiuse.
Svolta a sorpresa: emergono nuove prove
Secondo precedenti informazioni provenienti da ambienti giudiziari, il 29enne viveva nella casa teatro delle presunte violenze insieme all'allora compagna e ai loro tre figli. Il giudice Marc Gährken ha rivelato che, solo poche settimane fa, la polizia ha ricevuto nuovo «ampio materiale video», dal quale emergerebbero ulteriori accuse, anche nei confronti della compagna.
Stando a precedenti ricostruzioni dei media, la donna e la futura vittima si conoscevano già prima dei presunti episodi di violenza. A margine dell'udienza di lunedì, la procuratrice Annika Berg ha dichiarato all'agenzia di stampa tedesca dpa che la compagna è indagata per diversi episodi di lesioni personali e coercizione. Nei suoi confronti sussisterebbero forti sospetti e si trova in custodia cautelare dalla fine di settembre. La procuratrice ha invece evitato di rivelare l'identità degli altri sospettati, citando ragioni legate alla strategia investigativa.
La discussione giuridica
Il giudice ha spiegato che, durante precedenti colloqui telefonici con alcuni difensori, era emersa la possibilità che i due imputati adulti volessero esprimersi sulle accuse, senza escludere una confessione. Alla luce delle nuove prove, degli sviluppi delle indagini e del coinvolgimento di altri sospettati, Gährken ritiene ora ancora più opportuna una discussione giuridica tra le parti.
Tutti e quattro i difensori hanno dato il loro consenso. Secondo la portavoce del tribunale, il confronto coinvolgerà difensori, parte civile e procura, con l'obiettivo di chiarire se siano prevedibili confessioni e, in caso affermativo, in quale misura. La camera indicherà quindi un possibile quadro delle pene. Il giudice ha assicurato che nulla verrà concordato «dietro le quinte».
I contenuti della discussione giuridica saranno resi noti alla prossima udienza, fissata per il 2 novembre. Il calendario prevede poi altre dodici udienze fino al 17 dicembre.





