Caos nei cieli, l'ipotesi del piano di volo militare

Un errore tecnico dovuto a un piano di volo militare avrebbe innescato la paralisi del traffico aereo, riaccendendo le critiche sulla vulnerabilità dei sistemi britannici.
Un errore tecnico dovuto a un piano di volo militare avrebbe innescato la paralisi del traffico aereo, riaccendendo le critiche sulla vulnerabilità dei sistemi britannici.
LONDRA - Spunta l'ipotesi di un piano di volo militare, inserito nel sistema informatico con le indicazioni sbagliate, dietro il blocco dei sistemi radar che ieri ha mandato in tilt il traffico aereo in vari scali del Regno Unito innescando una situazione di caos i cui contraccolpi continuano a farsi sentire a 24 ore di distanza. Lo scrive il «Corriere della Sera» online, citando «fonti europee» da esso interpellate che si dicono «a conoscenza dei primi riscontri effettuati presso gli impianti di NATS», la società che gestisce il traffico aereo britannico.
Secondo Cirium, società specializzata in dati sul traffico aereo, ieri sono stati cancellati 1'746 voli, mentre almeno altri 327 sono stati annullati oggi fino a metà giornata, la maggior parte dei quali all'aeroporto londinese di Heathrow.
Escluso il cyberattacco
In attesa di informazioni sull'inchiesta appena avviata nel Regno sull'accaduto, rispetto al quale sono stati già esclusi i sospetti di un cyberattacco, le fonti sentite dal «Corriere» ipotizzano che possa essersi trattato di un intoppo tecnico analogo a quello di un'emergenza precedente avvenuta nel 2023: solo che in quel caso era stato un piano di volo civile a mandare in tilt il sistema, mentre stavolta si sarebbe trattato di un volo militare.
Se la dinamica fosse confermata, sarebbe un'ulteriore prova della vulnerabilità del sistema d'oltre Manica, sottolineano le fonti europee, mostrandosi particolarmente critiche nei confronti della National Air Traffic Services, NATS: «il loro sistema è così vecchio e complesso che persino dentro la società inglese fanno fatica a capirlo e gestirlo».
I media britannici riecheggiano a loro volta le polemiche sull'inefficienza imputata alla società di controllo dei voli e sull'obsolescenza delle sue infrastrutture tecnologiche, tenuto conto del ripetersi di eventi del genere. Mentre sulle cause dell'incidente si limitano per ora a ipotizzare che possano essere «le stesse» di tre anni fa.
Stando all'AFP, Neal McMahon, direttore operativo della compagnia low cost Ryanair, ha dichiarato a Times Radio che il «NATS ci ha comunicato che si è trattato di un guasto al sistema di elaborazione dei piani di volo, ovvero esattamente lo stesso problema verificatosi nel 2023».
Allora il Regno Unito si trovò di fronte alla peggiore interruzione dei sistemi di controllo del traffico aereo degli ultimi anni. Oltre 700'000 passeggeri furono interessati dai ritardi o dalle cancellazioni di circa 2'000 voli proprio nel momento in cui stavano tornando a casa dopo un weekend lungo.




