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Attentato al Pride di Berlino, arrestato un presunto passeggero

Emergono intanto nuovi dettagli sul giovane di 21 anni a cui la polizia tedesca sta dando la caccia. Aveva cercato di andare in Siria per unirsi allo Stato Islamico, in seguito era stato arrestato.
Attentato al Pride di Berlino, arrestato un presunto passeggero
Afp
Attentato al Pride di Berlino, arrestato un presunto passeggero
Emergono intanto nuovi dettagli sul giovane di 21 anni a cui la polizia tedesca sta dando la caccia. Aveva cercato di andare in Siria per unirsi allo Stato Islamico, in seguito era stato arrestato.

BERLINO - Secondo le informazioni fornite dall'emittente tedesca Rbb, c'è stato un arresto dopo l'attacco in occasione del Gay Pride a Berlino. Si tratterebbe di un uomo di nazionalità iraniana. La polizia ritiene che fosse a bordo del furgone che ha investito la folla.

Gli investigatori danno ormai per certo che si sia trattato di un attentato terroristico di matrice islamista. Tutto lo farebbe pensare, ha dichiarato il ministro federale dell'interno Alexander Dobrindt.

Il sospetto autore, è stato chiarito, non ha utilizzato solo il suo veicolo come arma. Avrebbe presumibilmente aggredito anche dei passanti con un machete, ha precisato Dobrindt. Il 21enne è cittadino tedesco, nato nel 2005 in Germania, con origini libanesi. Sua madre è stata naturalizzata nel 2002.

Cresce inoltre il bilancio delle vittime. Nell'attacco, secondo quanto riferito da Dobrindt, una persona è morta, altre 29 sono rimaste ferite o gravemente ferite.

L'attentatore tentò di unirsi all'Is
Emergono intanto nuovi dettagli sul sospetto attentatore del Pride di Berlino, ancora a piede libero. Stando a quanto risulta da informazioni ottenute da diversi media tedeschi, la Suddeutsche Zeitung, Der Spiegel, Bild, Ndr e Wdr, il giovane di 21 anni cercò di andare in Siria per unirsi allo Stato Islamico. Secondo quanto si legge sul sito della Sz, fu arrestato all'aeroporto di Berlino alla fine del 2025 mentre faceva ritorno in Germania dal Libano.

Cittadino tedesco, era stato rimpatriato nel suo Paese.

Secondo fonti investigative, era rimasto in detenzione preventiva fino allo scorso maggio perché sospettato di star preparando un attacco terroristico, dopo che le autorità di sicurezza l'avevano dichiarato radicalizzato e propenso a commettere atti violenti.

Spiegel e Bild riportano che era stato condannato per «preparazione di un atto di grave violenza che metteva in pericolo la sicurezza dello Stato».

Dopo il rilascio, rivela Die Welt, il giovane doveva partecipare ad incontri di «deradicalizzazione» presso un centro specializzato. Ma secondo il giornale il centro non aveva ancora deciso se accettare il suo caso e dopo due sessioni era stata fissata una terza per la prossima settimana.

Die Welt rivela ancora che gli specialisti del centro consideravano il suo caso complesso, dal momento che il giovane, nonostante apparisse amichevole e collaborativo, non appariva sincero nell'impegno ad allontanarsi dalle ideologie estremiste.

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