Bruxelles: nuovo fallimento per la polizia belga, ricorse a Whatsapp per i soccorsi
La rete interna di comunicazione in caso di emergenza è andata in panne
BRUXELLES - Il giorno degli attentati la polizia e le forze di soccorso sono state costrette a comunicare via Whatsapp perché la loro rete interna di comunicazione in caso di emergenza, chiamata Astrid, è andata in panne. Sul nuovo fallimento dei servizi di sicurezza belgi è stata aperta un'indagine interna dalla commissaria generale della polizia federale, Catherine De Bolle.
Secondo i media belgi, il sistema non ha funzionato per ore, e le operazioni di coordinamento dei soccorsi e della sicurezza sono diventate più difficili. Un portavoce della polizia ha confermato che durante i soccorsi non tutto è andato come previsto.
L'antiterrorismo non funziona - Un nuovo rapporto dei comitati P e R, organi di controllo delle attività della polizia e dei servizi di informazione, mette in evidenza una "liquefazione", "uno stato di decomposizione", dell'unità centrale antiterrorismo della polizia federale belga.
A causa dei mezzi insufficienti, l'unità 'Terro' non riesce a gestire e filtrare il flusso di informazioni, che viene scaricato direttamente all'Ocam (il coordinamento dei servizi di sicurezza, organo che definisce il livello di minaccia terroristica). L'unità antiterrorismo invia le informazioni "senza aver potuto "catalogarle, seguirle o verificarne l'affidabilità". Lo indica l'agenzia Belga citando il quotidiano fiammingo Tijd.
In Belgio è forte la polemica anche politica sui servizi di informazione e sul lavoro della magistratura. Il sindaco di Anversa e leader del partito separatista fiammingo, Bart De Wever, in una intervista a 'L'Echo' ha denunciato il "lassismo" e "l'ingenuità" del partiti socialista e cristiano-democratico nonché dei giudici che hanno concesso scarcerazioni facili.




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