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La polizia arresta un bambino di 5 anni

L'ICE ⁻ il corpo federale mandato dal tycoon per scovare i clandestini - ferma il piccolo di ritorno da scuola con il papà. Trasferito in un centro di detenzione in Texas.
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Fonte Washington Post/The Guardian
La polizia arresta un bambino di 5 anni
L'ICE ⁻ il corpo federale mandato dal tycoon per scovare i clandestini - ferma il piccolo di ritorno da scuola con il papà. Trasferito in un centro di detenzione in Texas.

«Liam Ramos, un bambino in età prescolare, e suo padre sono stati arrestati mentre si trovavano nel vialetto di casa».

Le parole della sovrintendente del distretto scolastico di Columbia Heights, un sobborgo di Minneapolis, gelano i giornalisti convocati per una conferenza stampa in una saletta dell'istituto scolastico. Non possono credere che la lotta all'immigrazione clandestina voluta da Donald Trump si sia potuta spingere fino al fermo di un bimbo, che assieme al genitore è stato condotto «in un centro di detenzione del Texas». Non sarebbe l'unico bambino trattenuto dagli agenti federali dell'ICE (Immigration and Customs Enforcement), autori da settimane anche di rastrellamenti casa per casa e di azioni violente che non risparmiano neanche i disabili.

«Liam è uno dei quattro bambini del distretto scolastico che sono stati trattenuti dagli agenti federali dell'immigrazione durante l'intensificazione dei controlli da parte dell'amministrazione Trump» ha dichiarato la sovrintendente. La caccia al migrante non in regola operata da squadre di agenti incappucciati e che setacciano da settimane le strade di Minneapolis a bordo di fuoristrada con i vetri oscurati, stanno generando un profondo malumore tra la popolazione e delle vere e proprie sommosse con scontri anche violenti tra manifestanti e agenti federali. Sulla cattura del piccolo - di cui Tricia McLaughlin, assistente segretaria del Dipartimento per la Sicurezza Interna, fornisce un'altra versione parlando di «operazione mirata» tesa all'arresto del padre inizialmente fuggito a piedi - è intervenuto anche l'avvocato di famiglia: «Tutti i componenti il nucleo famigliare avevano una richiesta di asilo attiva, con documenti che dimostravano che padre e figlio erano arrivati ​​negli Stati Uniti tramite un porto di ingresso, ovvero un punto di attraversamento ufficiale» ha dichiarato il legale al Guardian.

«Non sono venuti qui illegalmente. Non sono criminali» ha poi aggiunto, confermando che «sono stati rimasti insieme in detenzione» e che addirittura il bambino sarebbe stato usato come esca per catturare altri famigliari che si trovavano nella sua abitazione. L'ICE invece afferma che per loro il padre è «un immigrato clandestino» e che «l'ICE non ha preso di mira un bambino, ma un agente è rimasto con lui mentre veniva arrestato il padre. Ai genitori verrà chiesto se desiderano essere allontanati insieme ai loro figli, oppure l'ICE affiderà i bambini a una persona sicura indicata dai genitori» viene affermato per respingere le accuse. Ma la sovrintendente della Columbia Heighs e l'avvocato smentiscono questa versione, ricordando già i numerosi casi di minori prelevati dalle scuole e portati nei centri di detenzione del Texas. Uno di questi episodi ha riguardato una bambina di 10 anni caricata su un'auto dagli agenti assieme alla madre e rinchiusa con lei in una cella.
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