Fuga di notizie e denuncia. Come l’ultima volta

Quella presentata contro ignoti dall’MPS ieri, a seguito alla pubblicazione di alcuni stralci del rapporto sul caso Hospita, non è una prima. Era già successo nel 2019 con il caso Argo 1
BELLINZONA - «Non intendiamo attribuire responsabilità a singoli membri della CPI» ma «riteniamo particolarmente grave, dal profilo istituzionale, che le presunte conclusioni di un'inchiesta parlamentare straordinaria siano state rese note attraverso anticipazioni giornalistiche prima ancora che il Gran Consiglio, organo che ha istituito la CPI e al quale essa deve riferire, abbia potuto prenderne ufficialmente conoscenza». Sono alcune delle parole, “pronunciate” ieri dai deputati MPS Giuseppe Sergi e Matteo Pronzini nella denuncia penale contro ignoti presentata a seguito della pubblicazione di alcuni contenuti del rapporto sul caso Hospita. Una situazione che ha un precedente.
Come l'ultima volta
Bisogna tornare indietro solo di qualche anno, fino agli inizi del 2019. A gennaio. In quelle settimane, i commissari della CPI stavano concludendo i lavori sul caso “Argo 1” e, nell’edizione del 13 gennaio di quell'anno, il domenicale “il Caffè” pubblicò alcuni stralci del rapporto, che sarebbe stato poi consegnato agli inizi di febbraio.
In quell’occasione fu la stessa CPI, presieduta da Michele Foletti, solo un paio di giorni dopo la pubblicazione dei contenuti, a presentare una denuncia contro ignoti alla Magistratura per violazione del segreto d’ufficio. Stralci che aveva trovato voce sui media mentre, trovandosi i lavori commissionali alle battute conclusive, parti del testo erano state trasmesse alle persone coinvolte per eventuali osservazioni.
Il parallelo viene tracciato anche in un’analisi pubblicata sul portale del Ticinus dall’avvocato Niccolò Salvioni che osserva come «delle CPI istituite nella storia del Cantone, almeno due hanno quindi conosciuto anticipazioni del rapporto proprio nella fase di contraddittorio finale».
La CPI resta in silenzio
Tornando al presente, finora la Commissione parlamentare d’inchiesta sul caso Hospita — presieduta dalla deputata liberale radicale ed ex procuratrice pubblica Natalia Ferrara —, ha mantenuto la linea del totale riserbo senza rilasciare alcuna dichiarazione neanche dopo la pubblicazione, la scorsa settimana, di alcuni passaggi tratti dalle oltre 300 pagine del rapporto. Tutto è rinviato al prossimo 11 novembre, giorno in cui il documento sarà presentato ufficialmente di fronte alla stampa.



