«Niente nuove tasse fino al 2031», l'UDC sfida tutti

I democentristi chiedono agli altri partiti ticinesi di firmare un impegno scritto contro l'aumento delle imposte per tutta la prossima legislatura.
LUGANO - Un impegno scritto a non aumentare imposte, tasse e balzelli durante la prossima legislatura. È quanto chiede l'UDC Ticino agli altri partiti cantonali, invitandoli a sottoscrivere la cosiddetta "Dichiarazione di Ascona", un documento approvato durante il congresso di sabato 24 ottobre.
Il partito ha inviato oggi, martedì 27 ottobre, una lettera ai presidenti di PLR, Centro, PS, Verdi, Lega e delle altre formazioni rappresentate in Gran Consiglio. La richiesta è quindi impegnarsi a non proporre né votare aumenti fiscali per l'intera legislatura 2027-2031.
Una risposta entro il 30 novembre
I destinatari avranno tempo fino al 30 novembre per restituire la dichiarazione firmata oppure spiegare per iscritto le ragioni di un eventuale rifiuto. L'UDC ha già annunciato che renderà pubbliche tutte le risposte, così da permettere agli elettori di conoscere le posizioni dei singoli partiti prima delle elezioni cantonali del 2027. «Prima delle elezioni cantonali, i ticinesi hanno il diritto di sapere quali partiti si impegnano a non aumentare il carico fiscale e quali non intendono assumere questo impegno», si legge in una nota stampa.
Chi deciderà di non sottoscrivere il documento sarà invitato a motivare la propria scelta. L'obiettivo dichiarato dall'UDC è quello di chiarire, prima del voto, quali forze politiche siano disposte a escludere nuovi aumenti del carico fiscale.
La tutela del potere d'acquisto
Al centro dell'iniziativa c'è la gestione delle finanze cantonali. Secondo l'UDC, il risanamento dei conti pubblici deve passare attraverso il contenimento della spesa e non attraverso nuove entrate fiscali. «La Dichiarazione di Ascona fissa un principio inequivocabile: il risanamento dei conti cantonali deve passare dal contenimento della spesa, non da nuove entrate fiscali». Il partito sostiene che sia necessario intervenire sugli sprechi, sulle inefficienze e sulla crescita delle uscite dello Stato, evitando di trasferire ulteriori oneri su contribuenti e aziende.
«Cittadini e imprese non possono essere chiamati ancora una volta a pagare il conto delle mancate decisioni della politica», si legge nel comunicato. Per i democentristi, la tutela del potere d'acquisto passa anche da impegni politici concreti e verificabili, destinati a restare validi dopo le elezioni.
L'UDC, che dichiara di aver già assunto questo impegno per la prossima legislatura, vuole ora che anche le altre forze politiche prendano posizione. Con la pubblicazione delle risposte, il partito intende rendere evidente agli elettori chi è disposto a escludere nuovi aumenti fiscali e chi, invece, preferisce non vincolarsi a questa promessa.



