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«Intolleranza al dissenso»: le Giovani Verdi attaccano GUDC e PLR

Le Giovani Verdi denunciano derive repressive e repressione del diritto di manifestare, promuovendo una mobilitazione pubblica a difesa della libertà di espressione.
«Intolleranza al dissenso»: le Giovani Verdi attaccano GUDC e PLR
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«Intolleranza al dissenso»: le Giovani Verdi attaccano GUDC e PLR
Le Giovani Verdi denunciano derive repressive e repressione del diritto di manifestare, promuovendo una mobilitazione pubblica a difesa della libertà di espressione.

LUGANO - Le Giovani Verdi Ticino accusano GUDC e PLR di assumere posizioni «antidemocratiche e incostituzionali» nei confronti della libertà d'espressione, del diritto di manifestare e della disobbedienza civile. Nel mirino del partito giovanile finiscono la piattaforma di denuncia «Scuola neutrale», promossa dai Giovani UDC, e le recenti prese di posizione del PLR sulle manifestazioni e sul dissenso. La risposta, secondo le Giovani Verdi, deve arrivare dalla piazza, con la mobilitazione prevista il 20 novembre a Bellinzona.

In un comunicato denunciano quella che considerano una crescente intolleranza della maggioranza politica nei confronti delle proteste giovanili. Una deriva che, a loro giudizio, si manifesta attraverso il ricorso alla repressione, alla sorveglianza e alla minaccia di sanzioni, anziché attraverso il dialogo con chi chiede un cambiamento delle politiche pubbliche.

«Purtroppo gli avvenimenti delle ultime settimane hanno dimostrato come la maggioranza della nostra classe politica non sia pronta ad affrontare il dissenso e ad ascoltare la cittadinanza. Controllo e minacce punitive non sono la soluzione ad una legittima espressione democratica. La vera soluzione è ascoltare e agire sulla base di ciò che la popolazione comunica», sostiene Martina Manfredi, coordinatrice delle Giovani Verdi.

La critica alla piattaforma «Scuola neutrale» e al PLR
Per il movimento giovanile ecologista, protestare, manifestare ed esprimere il proprio dissenso sono elementi fondamentali di una democrazia sana. Le Giovani Verdi richiamano i principi costituzionali e difendono anche il ruolo della disobbedienza civile come strumento di contestazione politica. Le manifestazioni, sottolineano, sono il segnale di un'insoddisfazione e di una mancata rappresentanza. Servono a comunicare alla classe politica che determinate scelte non rispondono alle esigenze di una parte della popolazione e che occorre cambiare direzione. La loro critica è rivolta a iniziative come «Scuola neutrale» dei GUDC e le dichiarazioni del PLR sul diritto di manifestare rischiano di alimentare la diffidenza nei confronti delle istituzioni. «Disincentivare le persone a manifestare pacificamente attraverso l’aumento della repressione statale non solo non dovrebbe avere alcuno spazio all’interno della nostra democrazia, ma significa inneggiare apertamente alla violenza istituzionale» dichiara Noemi Buzzi, Comitato Giovani Verdi.

Appuntamento il 20 novembre a Bellinzona
La presa di posizione si inserisce nella mobilitazione giovanile contro le politiche di austerità e la militarizzazione. Le Giovani Verdi contestano le priorità di una maggioranza politica che, a loro giudizio, destina miliardi al riarmo mentre vengono sacrificati investimenti nell'istruzione, nella sanità e nella tutela del clima. Per questo il movimento invita i giovani a partecipare alla manifestazione «Lottiamo per il nostro futuro, non per le loro guerre», in programma il 20 novembre a Bellinzona, organizzata da una coalizione giovanile di cui le Giovani Verdi fanno parte. La richiesta è quella di garantire migliori condizioni di vita e di studio alle nuove generazioni, opponendosi a ulteriori tagli ai servizi pubblici e agli investimenti climatici a favore delle spese militari. «Il dissenso non è un crimine, è il motore della democrazia», concludono le Giovani Verdi, ribadendo l'invito a scendere in piazza.

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