«Non perdiamo le nostre riserve d'acqua»: il futuro di due pozzi fa discutere

A Morbio Inferiore due atti parlamentari chiedono chiarezza sul destino dei pozzi Polenta e Prà Tiro. Tra PFAS, bonifiche e rischio siccità, la richiesta è di evitare decisioni irreversibili.
MORBIO INFERIORE - Quale sarà il futuro dei pozzi Polenta e Prà Tiro dopo la loro esclusione dall'Acquedotto regionale del Mendrisiotto (ARM)? E quali possibilità esistono per recuperarli e utilizzarli come riserve idriche in caso di emergenza o siccità? Sono gli interrogativi al centro di due distinti atti parlamentari presentati dai gruppi Morbio 2030 (Sinistra e Verdi) e Lega/UDC di Morbio Inferiore.
Le due formazioni chiedono al Municipio chiarimenti sulla gestione dei pozzi, sulle bonifiche e sulle prospettive di riutilizzo, anche alla luce dell'attivazione della tappa a lago dell'ARM, prevista a partire dall'aprile 2027.
Prà Tiro e il problema dei PFAS
Il pozzo Prà Tiro, situato a Chiasso, contribuisce tuttora all'approvvigionamento di Morbio Inferiore. L'acqua viene trattata con filtri a carbone attivo per eliminare i PFOS, con costi supplementari e controlli rigorosi.
L'interrogazione riconosce la coerenza della prevista esclusione del pozzo dalla rete potabile ordinaria con la pianificazione regionale, ma invita a non confondere questa scelta con la rinuncia definitiva all'infrastruttura.
Il documento ricorda l'emergenza del 2008, quando il Pozzo Polenta venne chiuso per la presenza nella falda di una sostanza associata agli idrocarburi e alla benzina. Il Comune dovette ricorrere a sacchetti d'acqua, cisterne e all'intervento della Protezione civile. In quell'occasione Prà Tiro assunse particolare importanza.
Una riserva contro emergenze e siccità
I gruppi chiedono se siano state valutate tutte le conseguenze della dismissione e se sia possibile evitare interventi irreversibili, come la cementificazione delle captazioni.
Per Prà Tiro si propone di verificare la possibilità di mantenerlo come riserva utilizzabile in caso di siccità, guasti, blackout o indisponibilità della rete ARM. Vengono chiesti anche chiarimenti sui tempi dell'allacciamento al nuovo acquedotto, sulle garanzie di continuità dell'approvvigionamento e sui costi di mantenimento rispetto alla dismissione definitiva.
Inquinamento e possibili utilizzi alternativi
Morbio 2030 propone uno studio tecnico indipendente per valutare il recupero dei pozzi a beneficio dell'agricoltura, dell'industria e di altri utilizzi non potabili, coinvolgendo Comuni, Servizio idrico del Basso Mendrisiotto (SIBM), ARM e Cantone.
Per Prà Tiro, tuttavia, la presenza di PFOS e PFAS impone precauzioni: l'impiego irriguo potrebbe disperdere gli inquinanti nel terreno. Tra le alternative da approfondire figura anche lo sfruttamento energetico della falda per riscaldamento e raffrescamento. Viene inoltre chiesto di mantenere il monitoraggio della qualità dell'acqua e di rendere pubblici i risultati delle analisi.
Pozzo Polenta, il risanamento e il ricorso
L'interpellanza di Morbio 2030 si concentra anche sulla procedura di risanamento del Pozzo Polenta.
Secondo quanto riportato nell'atto, con un ordine del 12 ottobre 2023 il Dipartimento del territorio avrebbe incaricato ECSA Energy SA di elaborare un progetto per ripristinare la completa potabilità dell'acqua. La richiesta sarebbe legata al fatto che il pozzo non è stato formalmente dismesso e le sue zone di protezione non sono state abrogate.
Contro questa decisione, sempre secondo Morbio 2030, sarebbe pendente un ricorso. Il gruppo chiede quindi al Municipio di preservare il pozzo e le relative zone di protezione almeno fino alla conclusione della procedura, evitando di compromettere la possibilità di un risanamento completo.
Il legame con la pianificazione territoriale
La questione riguarda anche la Variante pianificatoria Serfontana-Bisio, in elaborazione. Morbio 2030 vuole sapere se il Municipio intenda mantenere le zone di protezione del Pozzo Polenta nel Piano regolatore.
L'interpellanza richiama inoltre il progetto di riqualifica del fiume Breggia, per il quale il Consorzio Arginature ha pubblicato un mandato di studio il 4 settembre 2026. Il gruppo chiede di coordinare le iniziative per tutelare l'area verde attorno al pozzo, la Breggia e la falda sottostante, valorizzando anche i collegamenti con il Parco delle Gole della Breggia.
Chiesta maggiore trasparenza
Entrambi gli atti sollecitano una maggiore informazione alla popolazione e al Consiglio comunale. Per Prà Tiro viene chiesto un rapporto che confronti costi, rischi e benefici delle diverse opzioni prima di qualsiasi decisione irreversibile.
Morbio 2030 e Lega/UDC auspicano infine una collaborazione tra Comuni, SIBM, ARM e Cantone. Una volta ricevute le risposte del Municipio, valuteranno i prossimi passi, dichiarandosi disponibili a coinvolgere anche le altre forze politiche.



