La SUFFP consegna 117 diplomi

La cerimonia si è svolta al Cinema LUX di Massagno alla presenza di Marina Carobbio Guscetti. Al centro della serata, il ruolo della scuola nell'educazione alla pace.
La cerimonia si è svolta al Cinema LUX di Massagno alla presenza di Marina Carobbio Guscetti. Al centro della serata, il ruolo della scuola nell'educazione alla pace.
MASSAGNO - Una serata dedicata alla formazione, ma anche al ruolo della scuola nella costruzione di una società più attenta alla pace. Mercoledì 21 ottobre, al Cinema LUX di Massagno, si è tenuta la cerimonia di consegna dei titoli della Scuola universitaria federale per la formazione professionale (SUFFP). Alla presenza della consigliera di Stato Marina Carobbio Guscetti, sono stati conferiti complessivamente 117 diplomi e certificati a docenti e professionisti della formazione professionale e continua.
Nel settore delle abilitazioni all'insegnamento, il Dipartimento Formazione ha consegnato 16 diplomi e 18 certificati di pedagogia professionale. I titoli sono destinati a docenti di cultura generale, di materie della maturità professionale, di conoscenze professionali e delle scuole specializzate superiori.
Per quanto riguarda la formazione continua, sono stati rilasciati 32 certificati FSEA Formatore/Formatrice - Animazione di formazione e 51 CAS nei settori della mediazione scolastica, dell'accompagnamento e della consulenza agli insegnanti e della formazione digitale.
Rivolgendosi ai neodiplomati, la direttrice del Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport (DECS), Marina Carobbio Guscetti, ha ricordato l'importanza di chi sceglie di dedicarsi all'insegnamento e alla trasmissione delle competenze.
«Il valore della formazione professionale risiede anche nelle persone che la rendono possibile e nella capacità di trasmettere passione, conoscenze ed esperienza. Chi insegna contribuisce a dare forma al futuro professionale di chi apprende, ma anche a quello dei settori in cui queste persone lavoreranno. È una responsabilità che richiede preparazione, attenzione e consapevolezza dell’importanza del proprio compito. Un impegno che arricchisce le persone e contribuisce allo sviluppo della società tutta».
La scuola e l'educazione alla pace
L'edizione 2026 della cerimonia ha avuto come filo conduttore l'educazione alla pace, offrendo l'occasione per riflettere sulla responsabilità educativa e sociale della scuola in un periodo segnato da conflitti, aggressività e incertezze sul futuro.
Un tema affrontato anche dal direttore regionale della SUFFP, Fabio Merlini, che ha invitato a interrogarsi non soltanto sui contenuti dell'insegnamento, ma anche sul modello di società che la formazione intende contribuire a costruire.
«Se non chiariamo, prima di tutto, a quale progetto di società desideriamo contribuire, qualsiasi riforma dei programmi o qualsiasi risorsa didattica rischiano infatti di ridursi a meri tecnicismi, privi di un orizzonte che dia loro senso. L’attuale crisi del futuro nella quale siamo immersi non contribuisce certo a fare chiarezza. Proprio per questo, la scuola è chiamata a una riflessione di fondo che rimetta al centro delle proprie preoccupazioni la società e il ruolo che gli individui devono poter assumere al suo interno».
Ad accompagnare la riflessione è stato un estratto dello spettacolo Bello sarebbe… ovvero insolite parole d’auguri di Stefania Mariani, una proposta artistica che intreccia narrazione e musica dal vivo attraverso storie legate all'arte e all'impegno civile.
Alla cerimonia hanno partecipato anche diversi rappresentanti della SUFFP, tra cui il responsabile regionale della Formazione continua, Siegfried Alberton.




