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LUGANO

Compensi di Cda e CEO delle partecipate, l'UDC vuole più trasparenza

Una mozione punta a garantire maggiore trasparenza nelle società partecipate dalla Città di Lugano, rendendo pubblici i compensi dei vertici.
Compensi di Cda e CEO delle partecipate, l'UDC vuole più trasparenza
Ti-Press / Francesca Agosta
Fonte RED
Compensi di Cda e CEO delle partecipate, l'UDC vuole più trasparenza
Una mozione punta a garantire maggiore trasparenza nelle società partecipate dalla Città di Lugano, rendendo pubblici i compensi dei vertici.

LUGANO - Rendere pubbliche ogni anno le remunerazioni dei vertici delle società partecipate dalla Città di Lugano, indicando individualmente quanto percepiscono i membri dei Consigli di amministrazione e il massimo responsabile operativo. È quanto chiede una mozione dell'UDC (primo firmatario: Alain Bühler).

L'obiettivo dichiarato non è intervenire sull'ammontare delle retribuzioni, ma introdurre uno standard generale di trasparenza per le società nelle quali la Città investe capitale pubblico ed esercita i propri diritti di azionista. Secondo i firmatari, la forma della società anonima garantisce la necessaria autonomia gestionale, ma la presenza di capitale pubblico comporta anche una «particolare responsabilità» nei confronti della collettività.

La proposta distingue tra Consiglio di amministrazione e Direzione. Per ogni membro del Cda dovrebbe essere pubblicata nominativamente la remunerazione complessiva, precisandone le principali componenti e le eventuali indennità legate, per esempio, a presidenze, commissioni o altri incarichi societari. Anche lo stipendio complessivo annuo del CEO, direttore generale o massimo responsabile operativo dovrebbe essere reso noto nominativamente. Per gli altri membri della Direzione generale, invece, la mozione propone unicamente la pubblicazione dell'importo complessivo aggregato.

I dati dovrebbero comparire ogni anno nel rapporto di gestione, nel rapporto annuale, nel rapporto sulle partecipazioni o in un altro documento ufficiale liberamente accessibile. La richiesta è inoltre di adottare criteri uniformi e confrontabili nel tempo, includendo, quando possibile, il raffronto con l'esercizio precedente.

La mozione precisa che la richiesta riguarda esclusivamente quanto corrisposto dalle società per le funzioni esercitate e non reddito privato, patrimonio, situazione fiscale o altre informazioni personali. Secondo i firmatari, una pubblicazione istituzionale e regolare permetterebbe anzi di evitare che il dibattito sulle remunerazioni si basi su «indiscrezioni, informazioni frammentarie, ricostruzioni parziali o speculazioni».

L'UDC vorrebbe applicare il principio all'insieme delle partecipazioni societarie della Città, tenendo però conto del peso azionario di Lugano. Nelle società interamente controllate o in quelle in cui la quota della Città consente di ottenere la necessaria modifica statutaria, il Municipio dovrebbe avviare «senza indugio» i passi per inserire nello statuto l'obbligo di pubblicazione. Dove invece Lugano non dispone autonomamente dei voti necessari, dovrebbe proporre la stessa regola agli altri azionisti e sostenerla nelle assemblee generali.

A sostegno della richiesta, i mozionanti richiamano esperienze già adottate in altre città svizzere nell'ambito della Public Corporate Governance e sostengono che la trasparenza sia compatibile con l'autonomia imprenditoriale delle società anonime. Una regola inserita negli statuti, aggiungono, renderebbe inoltre noti fin dall'inizio gli obblighi di pubblicazione a chi accetta un incarico.

La mozione chiede quindi al Consiglio comunale di accogliere la proposta e di incaricare il Municipio di darle seguito. «L'obiettivo - sottolineano i firmatari - non è determinare quale debba essere il livello delle remunerazioni né interferire nella gestione operativa delle società», ma fissare una regola stabile sulla loro trasparenza.

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