«Quello per il 2027 è un preventivo elettorale»

I Verdi del Ticino criticano il preventivo 2027 come misura temporanea priva di investimenti per clima e welfare.
Un «preventivo elettorale», fondato soprattutto su tagli e privo di investimenti sufficienti per affrontare le sfide future. È il giudizio dei Verdi del Ticino sul preventivo 2027 presentato dal Consiglio di Stato, che prevede un disavanzo d'esercizio di 98,5 milioni di franchi.
Secondo quanto viene comunicato in una nota a firma Samantha Bourgoin, co-coordinatrice del partito, il preventivo non prevede aumenti delle imposte «neppure per chi potrebbe sostenere l'onere» e interviene invece con tagli «una fetta alla volta» che interessano prestazioni, personale, asilo, persone fragili e Comuni. Il partito critica inoltre l'assenza di investimenti rivolti ad aiutare cittadini e aziende ad affrontare sfide come la crisi climatica e l'invecchiamento della popolazione.
Per i Verdi, gli studi che confrontano la spesa ticinese con quella di altri Cantoni avrebbero ormai mostrato i limiti della ricetta sintetizzata nel ritornello attribuito ai partiti di maggioranza: «sgravi ai cittadini facoltosi e tagli allo Stato sprecone». Le soluzioni unilaterali, sostiene il partito, non sarebbero sufficienti. Il Consiglio di Stato, aggiungono i Verdi, avrebbe già cominciato lo scorso anno a intervenire, seppure «timidamente», anche sul fronte delle entrate.
Il cambiamento di passo è tuttavia rinviato all'inizio della prossima legislatura. Il Governo prevede infatti «un pacchetto di riequilibrio del Piano finanziario della gestione corrente 2028-2030» che dovrà «intervenire sulla spesa, prevedendo ulteriori misure strutturali e riforme settoriali; fare una riflessione sulle entrate; verificare possibili interventi nell'ambito delle relazioni finanziarie con la Confederazione e i Comuni».
A questo programma, sempre secondo i Verdi, servirà aggiungere «una buona dose di coraggio». Il partito ritiene infatti difficile puntare, nel breve periodo, su cambiamenti dei flussi finanziari con i Comuni, dopo quello che definisce il «fallimento totale di Ticino 2020», o con la Confederazione, considerando che una revisione della perequazione non sarebbe imminente. Per i Verdi sarà quindi necessario «essere audaci», elaborare nuove visioni e rivedere la fiscalità.
Per ora, conclude il partito, «con lo scarso margine di manovra che il preventivo lascia al Gran Consiglio, a noi Verdi non resta che analizzare il preventivo nel dettaglio cercando di investire nel futuro e proteggere le persone più fragili».



