Anche i sindaci delle Città ticinesi a favore della Fortezza

Chiasso, Locarno, Lugano e Mendrisio in difesa del Progetto di Bellinzona per i suoi monumenti. La popolazione sarà chiamata a decidere questo 27 settembre.
Un «progetto che favorisce l'intero cantone», I sindaci delle città ticinesi definiscono così la Fortezza di Bellinzona, che sarà sottoposta al vaglio della popolazione della capitale il prossimo 27 settembre. La lettera, firmata da Bruno Arrigoni (Chiasso), Nicola Pini (Locarno), Michele Foletti (Lugano) e Samuele Cavadini (Mendrisio), è stata resa pubblica oggi.
Secondo loro, il progetto, varato dal Municipio e approvato dal Consiglio comunale della capitale, «non sarà a beneficio esclusivo dell’economia di Bellinzona e della sua regione, bensì di tutto il Ticino, andando infatti a migliorare e integrare l'offerta culturale e turistica cantonale. Il tema è stato affrontato nel corso del più recente incontro del Tavolo dei Poli urbani, tenutosi venerdì scorso, dove abbiamo condiviso questa posizione», argomentano i firmatari.
Quella di Bellinzona «è un’iniziativa complementare a quanto fatto dalle nostre città nell’ambito culturale, ma non solo, rientrando appieno nel concetto di Città-Ticino. In un’epoca positivamente influenzata dall’avvento, oramai dieci anni fa, della nuova Galleria di base del Monte Ceneri, un’opera che ha avvicinato ulteriormente i nostri centri. Un importante investimento locale come quello della Fortezza è più che mai favorevole anche alle realtà collegate, in un’ottica di complementarità dell’offerta turistica cantonale».
Altro punto citato dai sindaci riguarda «l’importante ammodernamento di queste strutture straordinarie così come il miglioramento e l’ampliamento dell’offerta museale, con l’obiettivo di incrementare i visitatori, a beneficio dell’economia locale bellinzonese e, di riflesso, del sistema turistico ticinese nel suo insieme, Città comprese».
Si tratta, secondo loro, di un investimento «coerente con la politica di destagionalizzazione e annualizzazione del sistema di accoglienza turistica ticinese». Se la prima fase di interventi sarà realizzata già entro il 2030 come previsto dalla tabella di marcia, nel giro di pochi anni avremo un ulteriore fondamentale tassello capace di aumentare l'attrattiva della nostra regione», concludono.



