Rogo sul Monte Goi, s'indaga per incendio boschivo colposo

Rischio amianto in alcuni capanni danneggiati dalle fiamme: scatta l'ordinanza del Comune
COMO - La Procura di Como ha aperto un'indagine, al momento a carico di ignoti, per accertare le cause del vasto incendio che a partire dal 13 agosto ha devastato il Monte Goj, alla periferia sud della città, e che non è stato ancora completamente domato a distanza di una settimana.
L'ipotesi di reato, come riferito dai media comaschi, è quella di incendio boschivo colposo. Le fiamme avevano costretto una cinquantina di residenti a lasciare le proprie case per due giorni, a causa del rischio che il fuoco potesse raggiungere le abitazioni. Rischio, peraltro, scongiurato solo grazie al decisivo intervento di Vigili del Fuoco e uomini della Protezione civile nella notte tra il 13 e il 14 agosto.
Non c'è stata autocombustione
Gli inquirenti attendono a breve le prime relazioni dei Vigili del Fuoco e dei Carabinieri. Secondo fonti giudiziarie, l'ipotesi dell'autocombustione è già stata completamente esclusa.
L'incendio ha bruciato circa 25-30 ettari di bosco. Le fiamme si sono propagate su più fronti, prima in direzione di Como e poi verso Muggiò e Albate, a causa del vento e del sottobosco secco per la siccità. Per domare le fiamme è stato necessario l'intervento di due Canadair e di elicotteri che hanno continuano a gettare acqua sui focolai fino a martedì.
Rischio amianto in un'area privata
Il Comune di Como ha emesso intanto la sua prima ordinanza legata all'incendio, rivolta al proprietario di un terreno sul Monte Goi. Il provvedimento, firmato dal vicesindaco Nicoletta Roperto, impone interventi immediati a tutela della sicurezza pubblica ed è arrivato dopo una segnalazione dei Vigili del Fuoco e della sala operativa della Protezione civile.
Durante le operazioni di spegnimento, e successivamente nella fase di ricognizione dell'area, gli operatori hanno individuato alcuni capanni e altre strutture danneggiati dal fuoco. «Il personale non ha potuto effettuare un sopralluogo diretto immediato per la persistente presenza di focolai», si legge nell'ordinanza. «Dagli elementi acquisiti emerge che l'incendio potrebbe aver interessato coperture con lastre in eternit e che frammenti di questi sono precipitati sul terreno».
Se non interverrà il proprietario, ci penserà il Comune
Di fronte al possibile rischio di esposizione all'amianto, l'amministrazione comunale ha disposto misure immediate per mettere in sicurezza una porzione di area di circa 30 metri quadrati, vietandone l'accesso ai non autorizzati, evitando qualsiasi movimentazione impropria del materiale e garantendo la successiva bonifica e smaltimento. Al proprietario viene chiesto di procedere con un sopralluogo tecnico, un'analisi del materiale e la delimitazione dell'area interessata, oltre ad adottare interventi per «confinare e incapsulare il materiale, evitando la dispersione dovuta agli agenti atmosferici e al vento». In caso di inadempienza è prevista la denuncia penale. Il Comune ha inoltre precisato che, se necessario, interverrà direttamente d'ufficio, addebitando poi le spese al proprietario.



