Più prodotti locali agli eventi pubblici: una proposta di legge per valorizzare il Ticino

L'iniziativa di Sem Genini, Michele Guerra e Omar Balli, punta a promuovere i prodotti locali negli eventi pubblici, valorizzando filiere, turismo e identità ticinese.
BELLINZONA - Favorire i prodotti ticinesi nelle manifestazioni e negli eventi organizzati, co-organizzati o sostenuti dal Cantone. È quanto chiede un'iniziativa parlamentare presentata da Sem Genini e altri membri del Gran Consiglio* per rafforzare le filiere agricole e agroalimentari del territorio e, al tempo stesso, valorizzare l'offerta turistica, e propone di modificare la Legge sull’agricoltura e la Legge sui sussidi cantonali.
Secondo i promotori dell'iniziativa, l'obiettivo è garantire che una parte dell'assortimento dia concretamente spazio alle produzioni locali. A loro giudizio, «Festival, manifestazioni culturali, sportive, turistiche, ricreative e istituzionali non sono soltanto occasioni di incontro: richiamano pubblico, generano pernottamenti e consumi e contribuiscono all’immagine del Ticino». In quest'ottica, l'offerta di cibi e bevande ticinesi costituisce una vetrina immediata delle produzioni, delle tradizioni e dell'innovazione del territorio.
Nella risoluzione «Prodotti locali: ripartire dalle basi per valorizzare il territorio», adottata all'unanimità dalla Camera cantonale dell'agricoltura, prodotti come vino, latticini, carni, ortaggi e altra merce locale rafforzano la filiera corta, la promozione turistica e l'identità stessa della manifestazione. Il principio è semplice: «locale come prima scelta, svizzero come alternativa ed estero solo come eventuale ripiego».
Il modello vodese
Il Canton Vaud ha già adottato misure per favorire i prodotti locali nelle manifestazioni sostenute dallo Stato, presentando una mozione nel maggio 2026. L'iniziativa propone una soluzione analoga, nel rispetto del diritto superiore: nessun obbligo di esclusività, ma requisiti minimi, proporzionati e verificabili per promuovere i prodotti locali negli eventi sostenuti dal Cantone. Il Consiglio di Stato ha inoltre ricordato che, nel rispetto di questi limiti, è possibile ricorrere a specifiche tecniche legate, per esempio, alla stagionalità, riconoscendo al contempo l'opportunità di una base legale più esplicita per promuovere la produzione locale.
Requisiti proporzionati e deroghe
La modifica legislativa si fonda su cinque principi: garantire una presenza visibile dei prodotti locali negli eventi del Cantone, introdurre requisiti minimi per le manifestazioni sostenute, prevedere criteri proporzionati e deroghe, definire regole e controlli chiari e sostenere Comuni e produttori nell'applicazione delle nuove disposizioni.
Secondo la proposta, il regolamento prevederebbe requisiti proporzionati al sostegno pubblico e al tipo di evento, applicabili solo alle manifestazioni con un'offerta organizzata di cibi o bevande. I controlli sarebbero semplici e proporzionati, senza nuove sanzioni penali.
Le modifiche alle due leggi
L'iniziativa parlamentare interverrebbe su due leggi. Nella Legge sull'agricoltura verrebbero introdotte le regole per favorire i prodotti ticinesi negli eventi organizzati o sostenuti dal Cantone, prevedendo requisiti, deroghe e procedure semplificate. Se l'offerta locale non fosse sufficiente o disponibile a condizioni ragionevolmente esigibili, la priorità passerebbe ai prodotti svizzeri.
La modifica della Legge sui sussidi cantonali collegherebbe invece, quando ne ricorrono i presupposti, i contributi concessi agli eventi con un'offerta organizzata di cibi o bevande al rispetto delle nuove regole. Non verrebbero quindi introdotti nuovi sussidi.
*Michele Guerra e Omar Balli, Giovanni Berardi, Roberta Soldati, Alessandro Corti, Sara Demir, Beppe Savary-Borioli, Lea Ferrari, Lisa Boscolo, Maria Pia Ambrosetti, Mauro Minotti, Maddalena Ermotti Lepori, Simona Buri, Aron Piezzi, Patrick Rusconi, Fabio Schnellmann, Giovanni Capoferri, Alex Gianella, Alessandro Cedraschi, Alessandro Mazzoleni, Tiziano Zanetti



