La sfida non è partire, ma voler tornare

Riflessioni e dati sulla capacità del Ticino di attrarre e trattenere giovani e professionisti nel contesto di un mercato del lavoro globale.
Riflessioni e dati sulla capacità del Ticino di attrarre e trattenere giovani e professionisti nel contesto di un mercato del lavoro globale.
LUGANO - Si è svolto oggi, al Palazzo dei Congressi di Lugano, l’evento “Talenti in movimento”, organizzato dalla Divisione dell’economia del Dipartimento delle finanze e dell’economia e dalla Divisione Socialità della Città di Lugano nell’ambito del ciclo di appuntamenti annuali dedicati al mercato del lavoro e allo sviluppo sostenibile, avviato nel 2023.
Dopo aver affrontato, nelle edizioni precedenti, i temi della responsabilità sociale delle imprese, del partenariato sociale e del benessere digitale sul posto di lavoro, l’evento di quest’anno è stato dedicato alla circolazione dei talenti.
Dopo gli interventi introduttivi del Consigliere di Stato Christian Vitta e del Municipale di Lugano Lorenzo Quadri, l’incontro ha approfondito la tematica del rapporto tra giovani, lavoro e attrattività territoriale, ragionando sui fattori che rendono un territorio attrattivo per vivere, lavorare e costruire un progetto di vita.
Questo è stato fatto dapprima grazie a un approfondimento di Barbara Antonioli Mantegazzini (Responsabile del Centro competenze ricerca sociale CReS della SUPSI) e a un’analisi statistica incentrata su Lugano di Lorenzo Barisone (Statistics and Data Innovation Manager della Città di Lugano) e, in seguito, con l’intervento di Riccardo Trezzi (fondatore di una società di consulenza macroeconomica). In un mercato del lavoro sempre più internazionale, la mobilità dei giovani e dei professionisti è una dinamica che interessa non solo il Ticino e la Città di Lugano, ma tutta la Svizzera e, più in generale, l’Europa.
Nel corso dell’evento è stato sottolineato come il tema non sia tanto la mobilità, quanto la capacità di un territorio di rimanere attrattivo: per i giovani che partono oggi, che devono poter essere attratti dal Ticino di domani, ma anche più in generale per i professionisti che, con le loro competenze ed esperienze, possono arricchire il nostro territorio.
Ciò significa, per il Cantone, agire su più fronti: puntare sullo sviluppo economico e sull’innovazione, lavorare sul miglioramento delle condizioni quadro e su possibili azioni per favorire la residenza in Ticino, complementari alle politiche di sviluppo economico, ma anche far conoscere meglio, a chi oggi studia o lavora fuori Cantone, le interessanti opportunità che esistono sul nostro territorio.
In questa direzione va OltreconfiniTi, la piattaforma presentata durante la mattinata da Matteo Casali (Divisione dell’economia) e Selma Bertolani (Cancelleria dello Stato) e promossa dalla Divisione dell’economia e dal Servizio dell’informazione e della comunicazione del Consiglio di Stato. Questo progetto si prefigge di mettere in contatto aziende e istituti di ricerca del territorio con professionisti ticinesi che hanno intrapreso un percorso formativo o lavorativo fuori Cantone, favorendo l’incontro tra le competenze maturate attraverso queste esperienze e le esigenze del tessuto economico ticinese.
È stato inoltre dato spazio, attraverso una tavola rotonda, ad alcune esperienze di persone che hanno studiato o lavorato fuori Cantone e che, successivamente, hanno deciso di rientrare in Ticino. Le testimonianze di Monica Besomi (Business Development Manager, Lugano Convention & Exhibition), Jeremy Nicholls (Fraud prevention agent, Cornèr Banca) e Alex Bernardi (Production Assistant, HAS Healthcare Advanced Synthesis SA) hanno offerto uno sguardo diretto su percorsi professionali diversi, mettendo in luce le opportunità e le sfide legate alla scelta di rientrare in Ticino dopo un’esperienza di studio o di lavoro fuori Cantone.








