Sconfinare Festival, è partita la magia del linguaggio. Attesa per Walter Veltroni

Tra cinema, teatro e letteratura, la rassegna è stata inaugurata giovedì sera a Bellinzona e propone quattro giorni di esplorazioni sulla forza e sui limiti del linguaggio.
Tra cinema, teatro e letteratura, la rassegna è stata inaugurata giovedì sera a Bellinzona e propone quattro giorni di esplorazioni sulla forza e sui limiti del linguaggio.
BELLINZONA - Si è aperta giovedì sera in Piazza del Sole la settima edizione di Sconfinare Festival, la rassegna culturale promossa dalla Città di Bellinzona. A inaugurare le quattro giornate dedicate al confine tra parola e silenzio sono stati l'attore Fabrizio Gifuni e il semiologo Stefano Bartezzaghi, protagonisti di un incontro sul rapporto tra scrittura, interpretazione e immaginazione.
Quando la parola diventa scena, questo il titolo dell'appuntamento inaugurale, ha preso le mosse da una domanda: che cosa accade quando una parola lascia la pagina e incontra un corpo, una voce, una pausa, uno sguardo?
A confrontarsi sul palco sono state due prospettive diverse e complementari. Da una parte Fabrizio Gifuni, tra gli interpreti più riconosciuti del cinema e del teatro italiano contemporaneo; dall'altra Stefano Bartezzaghi, semiologo e saggista, studioso dei giochi linguistici e dei processi creativi. In dialogo con il giornalista culturale Lorenzo Buccella, i due ospiti hanno esplorato il passaggio dalla parola scritta a quella pronunciata, interrogandosi sulla forza del linguaggio quando diventa voce, gesto e presenza scenica.
L'incontro ha dato così il via al tema scelto per l'edizione 2026: il rapporto tra parola e silenzio, tra ciò che scegliamo di dire, ciò che decidiamo di tacere e ciò che resta ancora da ascoltare. Un filo conduttore che accompagnerà il pubblico fino a domenica 11 ottobre, attraverso appuntamenti dedicati a cinema, teatro, letteratura, giornalismo, linguistica, musica e poesia.
Venerdì tra inclusione e teatro civile
La programmazione prosegue oggi, venerdì 9 ottobre, con due appuntamenti. Alle 18:30 il geografo Alberto Vanolo parlerà di città, neurodivergenza e forme dell'inclusione, in un incontro promosso in collaborazione con Fondazione ARES.
Alle 20:45 sarà invece la volta di Domenico Iannacone, protagonista di Che ci faccio qui… in scena, spettacolo teatrale di narrazione civile nato dall'universo dell'omonimo programma televisivo.
Sabato la maratona di pensiero e il Premio Giorgio Orelli
Il cuore della giornata di sabato 10 ottobre sarà Oltre il muro, la «maratona di pensiero» di Sconfinare Festival. Cinque incontri consecutivi offriranno altrettante prospettive sul rapporto tra parola e silenzio.
Si comincerà alle 10:00 con Massimo Giannini e Le parole del potere, per proseguire alle 11:30 con Nicoletta Polla-Mattiot e Il silenzio è rivoluzione. Nel pomeriggio, alle 14:00, Andrea Moro proporrà Dove nasce la parola, mentre alle 15:30 sarà il turno di Mauro Covacich con La forma di ciò che sfugge. A chiudere la maratona, alle 17:00, saranno Björn Larsson e Alex Bellini con Il mare non tace.
Alle 18:30 Piazza del Sole ospiterà la cerimonia del Premio Giorgio Orelli 2026, assegnato quest'anno al poeta, traduttore e saggista Franco Buffoni.
La giornata si concluderà alle 20:45 con uno degli appuntamenti più attesi della settima edizione: Walter Veltroni sarà protagonista di Le parole che restano, un incontro dedicato al rapporto tra racconto, memoria e tempo.
Domenica tra poesia, cinema e rap
L'ultima giornata, domenica 11 ottobre, inizierà alle 07:00 con Prima luce, una sessione di yoga e poesia all'alba organizzata in collaborazione con la Fondazione Sasso Corbaro.
Alle 16:00 spazio invece alle famiglie con Frammenti di voce, un programma di cortometraggi per bambine e bambini realizzato insieme alla Lanterna Magica. L'appuntamento sarà a ingresso libero.
A chiudere Sconfinare Festival 2026, alle 18:30, sarà Murubutu con Letteraturap: parole scelte con cura. L'artista proporrà un incontro tra rap, letteratura e storytelling, accompagnato da esecuzioni dal vivo.








