Bignasco: «No alla sepoltura della piscina». Cittadini contro il progetto del Municipio

La proposta municipale di trasformare la vasca in spazio verde divide i residenti e riapre il dibattito sulla gestione dei beni comunali.
CEVIO - «Demolire è più facile che costruire». È il messaggio lanciato da alcuni cittadini contrari alla decisione del Municipio di Cevio di procedere con il riempimento dell'ex piscina comunale di Bignasco. Una presa di posizione arrivata dopo la distribuzione di un volantino con cui l'autorità ha illustrato alla popolazione le ragioni alla base dell'intervento.
Chiusa dal 2020
La piscina, realizzata nel 1974, è stata definitivamente chiusa nel 2020. Secondo il Municipio, la struttura versa oggi in condizioni tali da rendere necessaria una ristrutturazione completa per poter essere riaperta. Tra gli interventi indicati figurano il risanamento della sala macchine, la sostituzione di diversi impianti tecnici, l'adeguamento dell'impianto elettrico, il rifacimento delle pavimentazioni, gli interventi sulle infiltrazioni e l'adeguamento degli spazi alle attuali norme di sicurezza, accessibilità ed efficienza energetica.
Una riapertura che, secondo l'autorità, comporterebbe quindi un investimento non sostenibile per il Comune. Nel volantino si ricorda inoltre che negli ultimi dieci anni sarebbero stati investiti oltre un milione di franchi per garantire il funzionamento della piscina.
Da qui la decisione di procedere con il riempimento della vasca. Il progetto prevede anche la demolizione dei cordoli perimetrali, la rimozione della recinzione e l'inverdimento dell'area, che il Municipio intende restituire alla popolazione entro l'estate 2027 come spazio verde liberamente fruibile. Un intervento motivato anche da ragioni di sicurezza, considerato il rischio di caduta nella vasca vuota.
Chi invita ad attendere
È proprio questa scelta a essere contestata da alcuni cittadini. I contrari sostengono innanzitutto che non vi sarebbe motivo di procedere ora, prima che sia definita una destinazione futura del comparto. La loro proposta è attendere la realizzazione del nuovo Lido Alpino e affrontare successivamente, con un quadro più chiaro, il destino dell'ex piscina.
Nel documento diffuso alla popolazione viene inoltre contestata la ricostruzione dei costi sostenuti dal Comune. I cittadini ricordano che nel 2020 il Consiglio comunale aveva respinto un credito di 260'000 franchi destinato a interventi sulla piscina e sottolineano come tra le spese degli ultimi anni citate dal Municipio figurino anche 300'000 franchi investiti per l'isolazione interna della vasca.
Al centro della disputa c'è anche la recinzione. Secondo i contrari, è proprio questa a impedire l'accesso alla vasca e a garantire la sicurezza del comparto. La sua rimozione, prima ancora di sapere quale sarà la destinazione dell'area, viene quindi considerata prematura.
I cittadini richiamano infine l'articolo 166 della Legge organica comunale, secondo cui il Municipio deve provvedere alla conservazione e all'amministrazione dei beni comunali facendoli beneficiare alla collettività senza pregiudicarne la consistenza. Il timore è che il riempimento costituisca una trasformazione sostanziale e difficilmente reversibile, decisa senza un progetto concreto per il futuro.
Il Municipio, dal canto suo, precisa che il riempimento rappresenta una prima fase e non pregiudica la futura destinazione dell'area, sulla quale intende coinvolgere i gruppi politici e avviare una riflessione condivisa. Prima di procedere, tuttavia, dovrà essere completato anche l'iter della domanda di costruzione presentata dal Comune.



