Un futuro da museo per Palazzo Civico?

Una mozione chiede di dedicare gli spazi che saranno liberati quando l'amministrazione cittadina si trasferirà a Cornaredo alla storia di Lugano
LUGANO - Trasformare parte di Palazzo Civico in uno spazio museale dedicato alla storia di Lugano e della regione, sfruttando gli spazi che si libereranno con il trasferimento dell'Amministrazione comunale a Cornaredo. È la proposta di una mozione interpartitica che vede come primo firmatario Danilo Baratti (Verdi e Indipendenti).
Lo spunto arriva dal successo della mostra fotografica "Lugano Belle Époque. Lo sguardo inedito di H. A. Insinger", ospitata a Palazzo Civico e prorogata dalla Città fino all'8 gennaio dell'anno prossimo.
Tra due o tre anni l'Amministrazione comunale sarà concentrata nella torre Est del PSE a Cornaredo. In particolare, nel 2028 è previsto il trasloco degli uffici oggi situati al secondo piano di Palazzo Civico. Secondo i mozionanti è quindi opportuno decidere per tempo come utilizzare gli spazi che resteranno liberi, evitando che la necessità di contribuire a finanziare l'affitto della torre Est porti a concederli a un operatore commerciale.
La proposta è di dedicarli alla storia della città nelle sue diverse declinazioni. A sostegno dell'idea vengono citati il valore storico dello stesso Palazzo Civico e l'assenza, nell'attuale offerta espositiva luganese, di un museo storico. L'edificio svolge già in parte una funzione espositiva: ospita opere scultoree, oggetti esposti nei corridoi del primo e del secondo piano e allestimenti periodicamente rinnovati dal Dicastero cultura. I nuovi spazi permetterebbero inoltre, secondo la mozione, di mostrare materiali oggi conservati in archivi e depositi non facilmente accessibili al pubblico.
L'obiettivo è fare di Palazzo Civico «un monumento da visitare», rivolto a residenti e turisti: un luogo nel quale scoprire le sale e gli elementi di interesse dell'edificio, conoscere la storia di Lugano e visitare esposizioni temporanee storiche e artistiche.
La mozione chiede quindi al Municipio uno studio preliminare per valutare la creazione dello spazio museale nelle aree già aperte al pubblico e in quelle che saranno liberate dal trasloco.



