Scuola: il Ticino resta sopra la media OCSE ma i risultati sono in calo

Il Cantone è tra i primi dieci in matematica e tra i primi 20 in scienze e lettura. Rispetto al 2022 tuttavia i punteggi scendono in tutte le discipline. A preoccupare soprattutto la comprensione dei testi: sotto il livello minimo il 27,2% dei quindicenni
Il Cantone è tra i primi dieci in matematica e tra i primi 20 in scienze e lettura. Rispetto al 2022 tuttavia i punteggi scendono in tutte le discipline. A preoccupare soprattutto la comprensione dei testi: sotto il livello minimo il 27,2% dei quindicenni
BELLINZONA - Il Ticino resta ai piani alti della classifica internazionale, seppure i risultati della scuola ticinese mostrano una tendenza che non può essere ignorata. L'indagine PISA 2025 conferma infatti prestazioni complessivamente solide, superiori alla media OCSE, ma evidenzia anche una flessione generalizzata dei punteggi. E il dato che più preoccupa riguarda la lettura: quasi un quindicenne su tre non raggiunge il livello minimo di competenze individuato dall'OCSE.
L'indagine internazionale PISA, svolta ogni tre anni, misura le competenze di ragazze e ragazzi attorno ai 15 anni in matematica, lettura e scienze. Per il Ticino è stata realizzata dal Centro competenze innovazione e ricerca sui sistemi educativi (CIRSE) della SUPSI, su mandato del DECS. Nel 2025 è stato inoltre inserito un modulo dedicato all'apprendimento nel mondo digitale.
Ticino nella top ten
Nel confronto con i 91 Paesi partecipanti, il Ticino si colloca tra i primi dieci in matematica e tra i primi 20 sia in scienze sia in lettura.
In matematica il risultato è di 492 punti, contro i 463 della media OCSE: una differenza statisticamente significativa. In lettura il Ticino raggiunge 470 punti, in linea con la media OCSE, ferma a 461, e con quella svizzera, anch'essa a 470.
Nelle scienze, ambito principale dell'edizione 2025, il punteggio ticinese è di 492 punti, significativamente superiore ai 482 della media OCSE. Rispetto alla Svizzera, che raggiunge 501 punti, il Ticino si trova nove punti più in basso, ma la differenza non è statisticamente significativa.
In calo tutte le altre discipline
Il dato più delicato emerge però guardando all'evoluzione nel tempo. Tra il 2022 e il 2025 il Ticino ha perso 16,5 punti nelle scienze, 22,9 in matematica e 24,1 nella lettura. Una diminuzione che non riguarda solo il Cantone, ma si inserisce in una tendenza osservata anche a livello svizzero e nella media OCSE.
Parallelamente è aumentata la quota di ragazze e ragazzi che non raggiungono il livello 2, considerato dall'OCSE la soglia minima di competenze necessarie per affrontare le situazioni della vita quotidiana.
In Ticino si trova sotto questa soglia il 20,3% degli studenti nelle scienze, il 24,4% in matematica e il 27,2% in lettura. Ed è proprio quest'ultimo dato a destare particolare attenzione. Nel 2015 la quota di giovani ticinesi sotto il livello 2 in lettura era infatti del 16,4%. In dieci anni è quindi salita di quasi 11 punti percentuali.
Il problema non riguarda soltanto la capacità di comprendere un testo. La lettura è una competenza trasversale, fondamentale anche per affrontare le altre materie. Comprendere il linguaggio di un quesito matematico, individuare le informazioni rilevanti o formulare un ragionamento complesso dipende infatti anche dalla padronanza della lingua.
Una scuola più equa
Accanto ai segnali negativi, l'indagine restituisce però anche elementi positivi. Uno dei principali riguarda l'equità del sistema scolastico ticinese. In tutte e tre le discipline, la distanza tra gli studenti con le prestazioni migliori e quelli maggiormente in difficoltà è infatti inferiore rispetto alla media svizzera. I risultati sono quindi distribuiti in modo più omogeneo e le differenze tra chi va molto bene e chi fatica maggiormente risultano più contenute. Anche nelle scienze emergono aspetti incoraggianti. Gli studenti ticinesi ottengono risultati superiori alla media OCSE nella capacità di valutare progetti di indagine scientifica e informazioni scientifiche. Buoni anche i risultati relativi alle competenze ambientali.
Cambio nella composizione del campione
Prima di interpretare il calo come una semplice diminuzione delle competenze, occorre però considerare un cambiamento nella composizione del campione. Tra il 2022 e il 2025 è diminuita dal 81,4% al 76,9% la quota di quindicenni che frequentava il secondario II, mentre è salita dal 18,6% al 23,1% quella degli allievi ancora alla scuola media. Una parte maggiore dei quindicenni ticinesi ha quindi affrontato il test mentre si trovava ancora al secondario I, con un percorso scolastico complessivamente più breve rispetto ai coetanei già inseriti nel secondario II. Un elemento che potrebbe aver inciso sui punteggi e che il DECS ritiene necessario approfondire.
«Serve analizzare direttamente»
Per il DECS, i risultati richiedono un'analisi approfondita. La flessione si inserisce in una tendenza negativa che interessa l'intero decennio 2015-2025 e potrebbe essere legata a diversi fattori: dai cambiamenti nelle abitudini culturali e linguistiche legati al digitale agli effetti del periodo post-pandemico, passando per la crescente eterogeneità socioculturale della popolazione scolastica.
Particolare attenzione viene riservata alla lettura. Per il DECS è «indispensabile analizzare attentamente la situazione» insieme alle esperte e agli esperti delle diverse discipline, per individuare eventuali correttivi e rafforzare quanto già avviato sul fronte della promozione della lettura.
Tra le questioni da approfondire c'è anche l'impatto delle tecnologie digitali sull'apprendimento. Nelle prossime settimane il Dipartimento presenterà una strategia sull'uso dell'intelligenza artificiale nella scuola, con l'obiettivo di favorirne un utilizzo consapevole senza indebolire le competenze fondamentali.
Resta infine il tema delle risorse. Secondo gli ultimi dati di Scuola ticinese in cifre, il Ticino si trova al 24esimo posto su 26 Cantoni per la spesa destinata all'educazione dei giovani tra i 4 e i 14 anni. Un dato destinato ad alimentare la discussione proprio mentre PISA fotografa una scuola che mantiene risultati complessivamente buoni e una forte equità, ma che deve fare i conti con un numero crescente di giovani in difficoltà, soprattutto nella lettura.




