Stampa sovraffollata? Detenuti trasferiti all'estero

È una delle soluzioni temporanee adottate per far fronte al problema delle strutture non più sufficienti. Insieme alla futura costruzione di un nuovo complesso carcerario
LUGANO - Per affrontare il sovraffollamento nelle carceri ticinesi, il Governo ha disposto trasferimenti di detenuti anche all’estero tramite l’Ufficio federale di giustizia. La misura è già stata attuata insieme ad altre. Lo riferisce il CdT nella sua edizione odierna, citando il preavviso del Consiglio di Stato a una mozione di Patrick Rusconi (PLR) che chiedeva interventi urgenti per aumentare la capacità carceraria. L'invito al Parlamento è di respingere l'atto politico.
Oltre ai trasferimenti regolati da convenzioni, il Governo ha adottato soluzioni come l’aumento dei posti letto, l’uso temporaneo delle celle di polizia e il ricorso a forme alternative di detenzione, come la sorveglianza elettronica. Sono stati inoltre affidati a privati compiti di sicurezza e controllo, progressivamente sostituiti da tecnologie di sorveglianza automatizzata.
Il Consiglio di Stato sottolinea che queste misure hanno permesso di garantire l’esecuzione delle pene anche nelle fasi più critiche, ma resta il problema della vetustà delle strutture. «Alla stregua del Palazzo di giustizia, anche La Stampa è ormai giunta alla fine del ciclo di vita edificatorio», mette nero su bianco il documento. È prevista la costruzione di un nuovo complesso carcerario cantonale. «La pianificazione in atto della logistica della Giustizia nel Luganese ritiene questa esigenza».
I trasferimenti all’estero sono temporanei, ma la Svizzera prevede anche trasferimenti definitivi grazie alla Convenzione internazionale sul trasferimento dei condannati e a trattati bilaterali con diversi Paesi.



