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LUGANO

L’integrazione parte dalla lingua

Il programma dall'Associazione Amélie ha evidenziato il ruolo centrale della lingua come ponte per l'inclusione e l'autonomia sociale.
L’integrazione parte dalla lingua
Ti-Press / Pablo Gianinazzi
L’integrazione parte dalla lingua
Il programma dall'Associazione Amélie ha evidenziato il ruolo centrale della lingua come ponte per l'inclusione e l'autonomia sociale.

PREGASSONA - Oltre 100 partecipanti, più di 30 nazionalità rappresentate e un elevato livello di soddisfazione. È il bilancio dei corsi di italiano organizzati dall'Associazione Amélie nelle sedi di Pregassona e Barbengo durante l'anno scolastico 2025/2026.

L'offerta ha interessato diversi livelli di conoscenza della lingua. A Pregassona sono stati proposti corsi A0, A1, A2, B1 e B2 nelle mattinate di lunedì, martedì, giovedì e venerdì, per complessive 15 ore settimanali. A Barbengo le lezioni si sono invece tenute il giovedì mattina per i livelli A0 e A1, con tre ore alla settimana. Nel complesso, l'associazione ha garantito 18 ore settimanali di insegnamento.

«L’integrazione parte dalla lingua»
Le attività didattiche sono state affidate a quattro insegnanti con formazione universitaria. Alcuni docenti stavano inoltre seguendo una formazione specifica nell'ambito FIDE, il sistema svizzero dedicato all'apprendimento, all'insegnamento e alla valutazione delle competenze linguistiche delle persone migranti.

«L’integrazione parte dalla lingua. Imparare l’italiano significa acquisire maggiore autonomia, accedere più facilmente ai servizi e al mondo del lavoro e partecipare pienamente alla vita della comunità», ci ha spiegato Marco Imperadore, presidente e direttore dell’Associazione Amélie. «Questi corsi non sono soltanto un’occasione di apprendimento, ma anche luoghi nei quali nascono relazioni, amicizie e concrete opportunità d’integrazione».

Il 95% dei partecipanti vuole proseguire
Al questionario finale hanno risposto 57 persone, 54 della sede di Pregassona e tre di quella di Barbengo. Il dato va rapportato al fatto che non tutti gli iscritti iniziali hanno frequentato fino alla fine dell'anno scolastico, anche per ragioni personali, familiari o professionali, trasferimenti e cambi di domicilio.

Tra i 57 intervistati, 47, pari all'82%, hanno dichiarato che il corso è piaciuto "molto", mentre cinque, il 9%, hanno risposto "abbastanza". Altri cinque non hanno fornito un'indicazione. Inoltre, 54 persone su 57, circa il 95%, hanno manifestato l'intenzione di continuare il percorso formativo nel prossimo anno scolastico.

Tra gli elementi maggiormente apprezzati figurano gli insegnanti, gli orari, la qualità dell'offerta, il clima all'interno dei gruppi, l'accoglienza dei centri e la gratuità dei corsi. Tra le motivazioni espresse nelle risposte valide spiccano inoltre gli insegnanti e il rapporto con i compagni.

Più conversazione tra le richieste
Il sondaggio ha raccolto anche indicazioni sugli aspetti da migliorare. Su 25 risposte valide, dieci chiedono maggiore spazio alla conversazione e tre indicano conversazione e grammatica. Tre partecipanti vorrebbero più lezioni durante la settimana, mentre due chiedono un libro di testo e altri due un maggior numero di classi suddivise per livello. Tra le altre indicazioni figurano grammatica, lezioni più lunghe e il recupero delle lezioni che saltano durante le vacanze.

«Le risposte raccolte rappresentano uno strumento molto utile per comprendere le esigenze degli allievi e migliorare ulteriormente l’offerta», ha sottolineato Ihsan Alpen. «La richiesta di dedicare più spazio alla conversazione dimostra il desiderio dei partecipanti di utilizzare concretamente l’italiano nella vita quotidiana. Cercheremo quindi di tenere conto di queste indicazioni nella programmazione del prossimo anno scolastico».

Oltre 30 nazionalità rappresentate
I corsi hanno avuto un carattere fortemente multiculturale, con oltre 30 nazionalità rappresentate. Il gruppo più numeroso era composto da persone provenienti dall'Ucraina, seguito da partecipanti originari della Svizzera e della Turchia. Erano presenti anche persone provenienti, tra gli altri Paesi, da Afghanistan, Argentina, Brasile, Burundi, Repubblica Dominicana, Egitto, Germania, India, Iran, Iraq, Kosovo, Libano, Marocco, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Russia, Serbia, Singapore, Siria, Spagna, Sri Lanka, Thailandia, Togo, Regno Unito, Vietnam e Nuova Zelanda.

Secondo il rapporto, i corsi rappresentano non solo un'occasione per imparare l'italiano, ma anche uno spazio di incontro, socializzazione e scambio interculturale. La conoscenza della lingua viene inoltre indicata come uno strumento per favorire l'autonomia nella vita quotidiana, l'accesso ai servizi e al mondo del lavoro e una maggiore partecipazione alla vita sociale del territorio.

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