Cure dentarie, l'analisi di Cavalli: «Decisiva la propaganda sui premi di cassa malati»

L'oncologo: «Netta disparità di risorse tra i due fronti. Sempre più ticinesi rinunciano alle cure: il tema tornerà».
L'oncologo: «Netta disparità di risorse tra i due fronti. Sempre più ticinesi rinunciano alle cure: il tema tornerà».
BELLINZONA - «Il risultato è sostanzialmente quello che ci aspettavamo. Forse immaginavamo qualche punto percentuale in più, ma nel complesso l’esito era prevedibile».
Franco Cavalli, tra i principali promotori del rimborso delle cure dentarie di base, non è sorpreso dalla sconfitta. L’iniziativa, lo ricordiamo, è stata respinta dal 70,16% della popolazione.
Le ragioni della sconfitta
L’oncologo individua almeno tre motivi: «Il risultato sarebbe potuto essere diverso se la votazione si fosse svolta nei tempi previsti, cioè almeno sette anni fa. In questo periodo il contesto è cambiato profondamente e il nemico numero uno dei ticinesi, in questo momento, sono i premi di cassa malati».
Per Cavalli, «la propaganda degli avversari si è concentrata quasi interamente sul messaggio secondo cui l’accettazione della proposta avrebbe comportato ulteriori aumenti dei premi di cassa malati. Ma non aveva niente a che fare: si trattava di un ambito che riguardava un sistema completamente diverso. Tuttavia, la forte preoccupazione per i costi della salute ha fatto presa su molti cittadini».
Votazioni Ticino«Paura dei premi di cassa malati»
Secondo l’oncologo, «una parte importante dell’elettorato ha votato soprattutto sulla base di questa paura, senza entrare nel merito della proposta». C’è poi un altro elemento: «La netta disparità di risorse tra i due fronti. Gli avversari disponevano di mezzi finanziari e comunicativi di gran lunga superiori ai nostri. E diversi studi dimostrano che, in presenza di una sproporzione così marcata, è estremamente difficile per il fronte con meno risorse imporsi alle urne».
«Problema sanitario rilevante, che non scompare»
Il risultato della votazione non elimina il problema: «La proposta godeva del sostegno di gran parte del mondo medico e accademico. Numerosi specialisti hanno evidenziato come la situazione sia peggiorata rispetto a dieci anni fa e come oggi quasi un terzo dei ticinesi rinvii o rinunci alle cure dentarie per motivi economici. Si tratta di un problema sanitario rilevante, che non può essere ignorato».
Per Cavalli, la situazione rischia di aggravarsi: «È probabile che in futuro si debba tornare a votare sulla questione, come già avvenuto in altri cantoni. A livello internazionale, inoltre, la tendenza va verso una maggiore copertura delle cure dentarie. Sono ormai pochi i Paesi europei che non prevedono forme di rimborso e diversi governi stanno ampliando le prestazioni garantite. Questo dimostra che l’accesso alle cure dentarie è sempre più riconosciuto come una questione di salute pubblica».
Attraverso una nota, il comitato "No all’iniziativa sulle cure dentarie" accoglie «con soddisfazione e sollievo l’esito della votazione popolare odierna, che ha visto la cittadinanza respingere in modo netto l’iniziativa sul rimborso delle cure dentarie. Un risultato chiaro che conferma la volontà dei ticinesi di preservare un sistema che funziona e di evitare nuovi oneri a carico di famiglie e imprese».
«Con questo voto, i ticinesi hanno deciso di non introdurre un’assicurazione obbligatoria cantonale per le cure dentarie, finanziata tramite contributi salariali e risorse pubbliche; il modello proposto avrebbe comportato nuovi costi generalizzati e un significativo aggravio finanziario».
Durante tutta la campagna, «il comitato ha evidenziato come il sistema odontoiatrico attuale sia già efficace, fondato su prevenzione, responsabilità individuale e interventi mirati per le fasce più fragili. La scelta odierna conferma la fiducia dei cittadini in questo modello, evitando una trasformazione radicale in una seconda cassa malati che avrebbe comportato costi elevati senza benefici proporzionati».
Soddisfatto dell’esito anche il Consiglio di Stato: «L’applicazione di quanto proposto avrebbe comportato maggiore burocrazia, un onere a carico di lavoratrici e lavoratori e di datrici e datori di lavoro, oltre a ingenti costi ricorrenti per l’ente pubblico, in un periodo in cui le finanze cantonali sono già sotto pressione, senza reali benefici per la salute pubblica».
«Il voto odierno conferma il gradimento della popolazione ticinese per il sistema delle cure dentarie, fondato su tre principi basilari – prevenzione, responsabilità individuale e libera scelta del dentista. Il Consiglio di Stato ribadisce l’impegno del Cantone a sostenere le persone economicamente più fragili nel pagamento delle cure dentarie, in particolare assumendo i costi per i beneficiari di prestazioni complementari all’AVS/AI e dell’assistenza sociale, secondo criteri di adeguatezza ed economicità».




