Attivisti contro deputati in Gran Consiglio: «Non vogliono sporcarsi le scarpe»

Il Gruppo Sciopero per il Clima Ticino solleva dubbi sulle reali difficoltà logistiche evidenziate dai parlamentari nella discussione sulla trasformazione dei posteggi in un'area verde.
Il Gruppo Sciopero per il Clima Ticino solleva dubbi sulle reali difficoltà logistiche evidenziate dai parlamentari nella discussione sulla trasformazione dei posteggi in un'area verde.
BELLINZONA - Il Gruppo Sciopero per il Clima Ticino si è mobilitato oggi per criticare una mozione parlamentare legata alla riorganizzazione dei posteggi dei deputati del Gran Consiglio. Al centro della discussione c’è il progetto di trasformare un piazzale asfaltato in un giardino pubblico attento alla biodiversità, intervento che comporterebbe, appunto, lo spostamento di alcuni posti auto.
Nella mozione dell’8 giugno 2026 (MO1931), 56 granconsiglieri hanno dichiarato di ritenere poco praticabile la soluzione alternativa in via Pierino Tatti, citando una distanza di circa 15 minuti a piedi, considerata impegnativa in caso di maltempo o abbigliamento formale. Secondo una verifica effettuata dagli attivisti, il tempo di percorrenza aumenterebbe però di circa 3 minuti e 40 secondi rispetto alla situazione attuale.
Il tema si inserisce in un contesto più ampio legato ai cambiamenti climatici. Gli attivisti hanno chiamato in causa lo studio Clima CH2025, pubblicato da MeteoSvizzera ed ETH Zurigo il 4 novembre 2025, che evidenzia come la Svizzera sia fortemente colpita dal fenomeno. In un’intervista ad “Azione” del 15 aprile 2026, Marco Gaia di MeteoSvizzera aveva poi ribadito la necessità di accelerare le misure. Il Gruppo Sciopero per il Clima Ticino esprime delusione per la posizione dei parlamentari e invita a ritirare la mozione, auspicando maggiore attenzione e disponibilità all’adattamento di fronte alle sfide climatiche.




