Fuochi d'artificio: «No a un divieto nazionale»

Il consigliere federale Rösti critica la proposta di limitare fortemente l’uso dei fuochi pirotecnici, sottolineando il valore delle tradizioni.
Il consigliere federale Rösti critica la proposta di limitare fortemente l’uso dei fuochi pirotecnici, sottolineando il valore delle tradizioni.
BERNA - I fuochi d'artificio sono una tradizione in Svizzera e un divieto completo inopportuno. Ne è convinto il consigliere federale Albert Rösti che invita popolo e cantoni a respingere l'iniziativa popolare "Per una limitazione dei fuochi d'artificio" in votazione il 29 novembre.
L’iniziativa popolare chiede il divieto di tutte le categorie di articoli pirotecnici per proteggere gli animali, le persone e la natura. Sarebbero previste alcune eccezioni per i grandi eventi sovraregionali come la Festa nazionale, sulla base di deroghe concesse dai cantoni.
Per il Consiglio federale, il testo si spinge troppo lontano. Pur essendo consapevole che il rumore possa avere conseguenze negative per le persone, gli animali e l’ambiente, crede tuttavia che tali inconvenienti siano limitati, tanto nello spazio che nel tempo.
I fuochi d’artificio sono una tradizione indissolubilmente legata alle festività, ad esempio il 1° agosto e Capodanno. Per il Governo non è necessario imporre nuove restrizioni.
Secondo un sondaggio pubblicato ieri da YouGov, le prospettive sono buone per questa iniziativa: raccoglierebbe il 62% di "sì", contro un 33% di "no" e un 6% di indecisi. YouGov ha interpellato 2'949 persone tra il 7 e il 19 ottobre. Il margine di errore è pari a più o meno 1,8 punti percentuali.




