Doppia imposizione con l'Italia e trasporti, la deputazione ticinese si muove

I parlamentari ticinesi intervengono anche sul collegamento A2-A13, sul Lago Maggiore e sulla linea ferroviaria di Luino.
BERNA - Modernizzare la convenzione contro le doppie imposizioni tra Svizzera e Italia e chiarire quali benefici potrebbe portare, in particolare al Ticino. È l'obiettivo di un'interrogazione presentata oggi al Consiglio federale dal consigliere nazionale Paolo Panimi (UDC) e sottoscritta da tutti i deputati ticinesi.
Durante la conferenza stampa della deputazione ticinese a Palazzo federale, Panimi ha spiegato che l'atto parlamentare punta a raccogliere informazioni sui possibili benefici concreti a livello nazionale e regionale. Tra le ipotesi figura la riduzione dell'aliquota residua sui dividendi, attualmente fissata al 15%.
Sul fronte dei trasporti, Simone Gianini (PLR) ha affrontato il dossier del collegamento veloce A2-A13 Bellinzona-Locarno e il confronto tra USTRA e UFAM. Quest'ultimo chiede di considerare anche una variante sulla sponda destra. Per evitare che il progetto venga rinviato oltre il 2050, la deputazione ha deciso di interpellare il Consiglio federale.
Il presidente della deputazione, Bruno Storni (PS), ha invece sollevato la questione del Lago Maggiore, che questa estate, a suo dire, «è stato saccheggiato dalla parte italiana», con una diminuzione del livello dell'acqua arrivata a 6 centimetri al giorno. Storni auspica una convenzione con l'Italia per disciplinare la gestione del lago. Ha inoltre richiamato l'attenzione sulla linea ferroviaria di Luino: nonostante investimenti svizzeri superiori a 200 milioni di franchi, la tratta continua a funzionare a regime ridotto a causa della scarsa manutenzione e di problemi sul versante italiano.
Tracciando un bilancio degli incontri avuti durante le tre settimane di sessione, Storni ha ricordato il colloquio con il consigliere federale Ignazio Cassis, dedicato anche alle relazioni con l'Italia e al suo prossimo anno presidenziale. La deputazione ha inoltre incontrato il CEO della Posta Roberto Cirillo e il Dipartimento federale di giustizia e polizia, affrontando il tema dell'assunzione di collaboratori ticinesi e della presenza di italofoni nell'Amministrazione federale.



