Bilaterali III, agli Stati scontro su sovranità e rapporti con l'Ue

La maggioranza difende gli accordi con Bruxelles. Chiesa: «Il Ticino rischia di essere penalizzato». Critiche anche dal Centro e dal PLR.
BERNA - È in pieno svolgimento al Consiglio degli Stati il dibattito sull'entrata in materia sul pacchetto di accordi con l'Unione europea. Per la maggioranza i Bilaterali III sono necessari per dare stabilità ai rapporti con il principale partner economico della Svizzera, mentre gli oppositori, in particolare l'UDC, contestano la ripresa dinamica del diritto europeo e temono una perdita di sovranità.
A nome della commissione di politica estera, Carlo Sommaruga (PS/GE) ha sostenuto che un «no» rischierebbe di erodere gli accordi esistenti e la base della prosperità svizzera. Ha inoltre ricordato il meccanismo previsto per la risoluzione delle controversie e la clausola di salvaguardia in caso di gravi problemi economici e sociali legati a una forte immigrazione. Tiana Angelina Moser (PVL/ZH) ha definito il pacchetto fondamentale per le generazioni future, mentre Pirmin Bischof (Centro/SO) e Benedikt Würth (Centro/SG) ne hanno evidenziato l'importanza per l'economia e le esportazioni.
Di segno opposto l'intervento di Marco Chiesa. Il consigliere agli Stati ticinese ritiene che gli accordi cambierebbero la natura delle relazioni con Bruxelles a causa della ripresa dinamica del diritto. In caso di divergenze, ha inoltre criticato il ruolo attribuito alla Corte di giustizia dell'Ue e il rischio di misure compensatorie. Secondo Chiesa, le istituzioni svizzere finirebbero così «sotto scacco dell'Unione europea».
Chiesa ha insistito in particolare sulle conseguenze per il Ticino, richiamando la libera circolazione e il numero dei frontalieri provenienti dalla Lombardia. Ha inoltre giudicato insufficiente la clausola di salvaguardia prevista dal pacchetto, definendola un «mero placebo». Sul piano istituzionale ha chiesto che gli accordi siano sottoposti a referendum obbligatorio, quindi alla doppia maggioranza di popolo e Cantoni. Sulla stessa soluzione referendaria si è espressa anche Petra Gössi (PLR/SZ), per ragioni di certezza giuridica.
Critiche sono arrivate anche da Beat Rieder (Centro/VS), che ha contestato duramente la ripresa dinamica del diritto, sostenendo che nel tempo potrebbe compromettere la democrazia svizzera. Anche Martin Schmid (PLR/GR) e Heidi Z’graggen (Centro/UR) ritengono troppo elevato il prezzo dei Bilaterali III. Nonostante le opposizioni emerse durante il dibattito, l'entrata in materia appare sostenuta dalla maggioranza della Camera.



