Il PLR lancia la campagna contro l'aumento dell'IVA

I liberali radicali contestano l'incremento all'8,5% previsto per finanziare la 13esima rendita AVS.
BERNA - Il PLR ha lanciato oggi la sua campagna contro l'aumento dell'IVA, sul quale il popolo sarà chiamato a esprimersi il 29 novembre. Secondo i liberali radicali, la misura peserebbe sulle famiglie e sulle piccole e medie imprese.
L'aumento dell'aliquota ordinaria di 0,4 punti percentuali, all'8,5%, è stato approvato dal Parlamento per finanziare la 13esima rendita AVS. Il PLR precisa di non mettere in discussione il pagamento della rendita aggiuntiva, ma contesta la modalità di finanziamento, sostenendo che inciderebbe sul potere d'acquisto già confrontato con rincari dei premi di cassa malati, degli affitti e delle spese correnti.
Il partito sostiene inoltre che il progetto sottrarrebbe 1,5 miliardi di franchi ai cittadini senza coprire neppure la metà del costo della 13esima AVS. Sul fronte economico, cita uno studio di BAK Economics che stima in quasi 3,6 miliardi di franchi le perdite di crescita nell'arco di dieci anni. Tra i settori più esposti figurerebbero PMI, commercio al dettaglio e ristorazione.
I liberali radicali temono anche un aumento del turismo degli acquisti, ricordando che lo scorso anno le spese all'estero hanno superato i 9 miliardi di franchi. Secondo il partito, anche gli agricoltori risentirebbero dell'incremento dei costi, poiché molte aziende agricole non applicano l'IVA e non possono compensarlo tramite la deduzione dell'imposta precedente.
Il PLR denuncia infine una «tattica del salame», affermando che altri progetti fiscali potrebbero portare l'IVA verso il 10%, con un costo per l'economia stimato in 16,4 miliardi di franchi in dieci anni. Il partito chiede invece alla Confederazione di fissare priorità di bilancio e attuare riforme strutturali.



