Chiesa e Pamini chiedono un freno fiscale contro i rincari dei carburanti

La mozione UDC propone di compensare le maggiori entrate IVA generate dagli aumenti eccezionali alla pompa con una riduzione temporanea dell’imposta sugli oli minerali
La mozione UDC propone di compensare le maggiori entrate IVA generate dagli aumenti eccezionali alla pompa con una riduzione temporanea dell’imposta sugli oli minerali
BERNA - Un freno fiscale ai rincari dei carburanti. Sulla scia di Lorenzo Quadri (Lega dei Ticinesi), anche Marco Chiesa e Paolo Pamini (UDC) hanno deciso di depositare una mozione contro il rincaro dei costi dell’energia e dei carburanti. Una situazione che, secondo i promotori, pesa sempre più «sul potere d’acquisto di famiglie e sui costi delle imprese». L’atto parlamentare è stato depositato sia al Consiglio degli Stati sia al Consiglio nazionale.
«Il principio – si legge nel testo della mozione – è semplice: quando un aumento eccezionale dei prezzi alla pompa genera automaticamente maggiori entrate IVA per la Confederazione, queste entrate supplementari devono essere compensate attraverso una corrispondente riduzione dell’imposta sugli oli minerali».
Il meccanismo, dunque, si attiverebbe «al superamento di una determinata soglia di prezzo», garantendo nel tempo la neutralità per le finanze federali e salvaguardando integralmente le risorse destinate al Fondo per le strade nazionali e il traffico d’agglomerato (FOSTRA). Concretamente: «Se il prezzo dei carburanti aumenta in modo eccezionale, lo Stato non deve guadagnarci di più grazie all’IVA».
Un intervento che, secondo i mozionanti, «non mira a ridurre in generale l’onere fiscale gravante sui carburanti, bensì a evitare che, in presenza di uno shock esogeno dei prezzi, la Confederazione realizzi involontariamente entrate supplementari a carico delle consumatrici e dei consumatori». Quando i prezzi dei carburanti aumentano bruscamente, spiegano, l’IVA – applicata in percentuale sul prezzo finale – genera automaticamente maggiori entrate che non derivano da una decisione politica volta ad aumentare l’imposizione fiscale. Il meccanismo proposto restituirebbe queste entrate supplementari alle consumatrici e ai consumatori attraverso una corrispondente riduzione dell’imposta sugli oli minerali, senza ridurre le entrate fiscali strutturali della Confederazione.
Il modello si ispira a quello introdotto in Austria lo scorso 1° aprile. «L’imposta sugli oli minerali viene ridotta mensilmente nella misura corrispondente alle maggiori entrate derivanti dall’IVA, con l’obbligo di garantire la neutralità per le finanze pubbliche e di correggere nei mesi successivi eventuali sovracompensazioni». L’aliquota IVA rimane invariata. Nell’aprile 2026 la riduzione è stata pari a 5 centesimi al litro, per poi essere adeguata su base mensile: 0,8 centesimi al litro nel mese di luglio e 1,9 centesimi al litro nei mesi di agosto e settembre 2026.
L’altra iniziativa
La nuova mozione va ad affiancarsi a un altro intervento depositato al Consiglio degli Stati il 16 marzo 2026, intitolato «Stop alla riscossione abusiva dell’IVA sulle imposte e le tasse che gravano i carburanti». L’iniziativa interviene su un altro aspetto: oggi l’IVA sui carburanti viene calcolata sull’intero prezzo alla pompa e quindi anche sull’imposta sugli oli minerali, sul relativo supplemento e sulla tassa d’importazione sui carburanti. La proposta è di escludere queste componenti dalla base di calcolo dell’IVA.
I due interventi non sono dunque identici. La proposta depositata a marzo mira a modificare in modo strutturale la base di calcolo dell’IVA sui carburanti, escludendo determinate imposte e tasse. La nuova mozione introduce invece un meccanismo temporaneo che dovrebbe scattare in caso di aumenti eccezionali dei prezzi alla pompa, compensando le maggiori entrate IVA attraverso una riduzione dell’imposta sugli oli minerali.
Sono quindi due proposte che intervengono su aspetti diversi della fiscalità dei carburanti: una sulla composizione della base imponibile dell’IVA, l’altra sugli effetti che un aumento eccezionale dei prezzi può avere sul gettito IVA.
I promotori chiedono ora che il Parlamento affronti rapidamente entrambe le questioni. L’iniziativa parlamentare 26.408, già depositata e assegnata alla commissione competente, è ancora pendente. La nuova mozione chiede invece al Consiglio federale di elaborare una modifica della legge sull’imposizione degli oli minerali che introduca il meccanismo di compensazione.
«Non possiamo controllare il prezzo internazionale del petrolio. Possiamo però evitare che sui rincari lo Stato incassi automaticamente di più».




