Il governo dovrà giustificare il ricorso al diritto di necessità

La modifica di legge è stata adottata oggi all'unanimità dal Nazionale.
BERNA - Sulla scorta delle esperienze raccolte durante la pandemia di coronavirus o la recente crisi UBS, in futuro il Consiglio federale dovrà motivare in modo dettagliato ogni ricorso al diritto di necessità in periodi di crisi. È quanto prevede una modifica della Legge sull'organizzazione del Governo e dell'Amministrazione (LOGA) adottata oggi all'unanimità dal Consiglio nazionale.
Il ricorso al diritto di necessità si impone quando il diritto ordinario non offre una soluzione adeguata per gestire una situazione delicata. Il Consiglio federale può allora emanare ordinanze e prendere decisioni basandosi direttamente sulla Costituzione federale.
Negli ultimi due decenni, il governo ha emanato in diverse occasioni ordinanze di necessità per gestire eventi imprevedibili. Ciò è avvenuto, in particolare, in occasione della ricapitalizzazione di UBS (2008) dovuta alla crisi dei mutui sub prime, della pandemia di coronavirus (2020), del salvataggio di Axpo (2022) e dell'acquisizione del Credit Suisse da parte di UBS (2023).
Il progetto, ha spiegato Simone Gianini (PLR/TI) a nome della commissione, introduce l'obbligo per il Consiglio federale di motivare in un rapporto l'adempimento delle condizioni legali per l'emanazione di un ordinanza di necessità, sia essa fondata direttamente sulla Costituzione oppure su una delega legislativa. Talle obbligo, ha proseguito il ticinese, esiste già oggi per i messaggi del Consiglio federale e con il progetto in esame viene esteso «a giusto titolo» anche alle ordinanze.
La nuove legge prevede che il Consiglio federale debba motivare anche le ordinanze di necessità che si basano su leggi federali emanate dal Parlamento. Pur sostenendo l'obiettivo del progetto, il Consiglio federale si opponeva a quest'ultimo punto.
In tali casi, il Parlamento ha volontariamente conferito al Consiglio federale la competenza di gestire una crisi. Non vi è alcun trasferimento di potere dal legislativo all'esecutivo. Non è quindi necessario prevedere un obbligo specifico di motivazione, ha affermato in aula il consigliere federale Beat Jans.
Ma per Gianini, anche in questo caso il Consiglio federale gode di un ampio margine di manovra, ciò che giustifica a suo parere, una spiegazione. Il dossier è pronto per le votazioni finali.



