Canone radiotelevisivo: arrivano 60 nuove fasce, cambia tutto per le imprese

L’adeguamento mira a rispettare il principio di uguaglianza giuridica dopo la sentenza del Tribunale federale del 2024.
L’adeguamento mira a rispettare il principio di uguaglianza giuridica dopo la sentenza del Tribunale federale del 2024.
BERNA - In futuro, le imprese con un elevato giro d'affari pagheranno il canone radiotelevisivo con un importo proporzionalmente più alto rispetto a quelle più piccole. È quanto prevede una revisione parziale d'ordinanza, che il Consiglio federale ha posto in consultazione dal 23 giugno al 27 ottobre.
Il governo, viene ricordato in una nota odierna, intende adeguare il modello tariffario del canone per le aziende in modo da attuare una sentenza del Tribunale federale (TF). L'alta corte, in una sentenza del novembre 2024, ha infatti constatato che quello attuale viola il principio dell'uguaglianza giuridica ed è pertanto anticostituzionale.
La nuova struttura tariffaria comprende 60 livelli di fatturato (attualmente sono 18) e ha un carattere progressivo. Ciò significa che le piccole e medie imprese dovranno pagare meno rispetto a quanto previsto dall'attuale regolamentazione decrescente.
Le imprese con un giro d'affari di circa 111 milioni di franchi o superiore dovranno invece versare un canone più elevato in confronto a oggi. Le novità entreranno in vigore il 1° gennaio 2028.
Le entrate derivanti dal canone per le imprese dovrebbero rimanere invariate, a circa 180 milioni all'anno. Ciò corrisponde a circa il 13% dei ricavi totali di tale tassa, evidenzia l'esecutivo.
A prescindere da questo progetto, rammenta il Consiglio federale, dal 1° gennaio 2027 la soglia del fatturato a partire dalla quale le aziende devono farsi carico del canone radio-tv sarà portata da 500'000 franchi a 1,2 milioni. Questa decisione è stata presa nell'ambito del controprogetto all'iniziativa SSR, respinta dal popolo nella votazione dello scorso 8 marzo. Pertanto, a pagarlo sarà circa un'impresa assoggettata all'IVA su cinque, anziché una su tre.




