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Revocato il divieto di costruzione di nuove centrali nucleari

La decisione apre la strada a una svolta nel settore energetico svizzero, in attesa del verdetto dei cittadini.
Revocato il divieto di costruzione di nuove centrali nucleari
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Fonte Ats
Revocato il divieto di costruzione di nuove centrali nucleari
La decisione apre la strada a una svolta nel settore energetico svizzero, in attesa del verdetto dei cittadini.

BERNA -  quindici anni dall'incidente di Fukushima in Giappone, l'attuale divieto di costruire nuove centrali atomiche in Svizzera va abrogato.

Dopo gli Stati in marzo, oggi anche il Consiglio nazionale ha approvato - con 108 voti contro 87 e 2 astenuti - il controprogetto indiretto del Consiglio federale all'iniziativa popolare "Energia elettrica in ogni tempo per tutti (Stop al blackout)". Il popolo avrà probabilmente l'ultima parola, visto che i Verdi hanno già annunciato un referendum.

La revisione della legge proposta dal Consiglio federale, così come l'iniziativa (che è stata bocciata stamane anche dal Nazionale con 129 voti contro 66 e 2 astenuti), prevede di revocare il divieto di costruire nuove centrali nucleari.

Stamane, l'UDC, il PLR e diversi esponenti del Centro hanno votato a favore del controprogetto. Il ministro dell'Energia Albert Rösti non ha smesso, durante tutto il lungo dibattito iniziato lunedì, di ripetere la necessità di mantenere l'opzione del nucleare per garantire l'approvvigionamento del Paese a lungo termine. La sinistra, i Verdi liberali e la maggior parte del Centro vi si sono opposti.

No a sorpresa al rinvio

Dopo che lunedì in prima lettura, il plenum aveva approvato (con 100 voti contro 97 e 2 astenuti) il rinvio dell'incarto al Consiglio federale, con l'incarico di elaborare un nuovo disegno che regolamenti anche il finanziamento della costruzione di centrali nucleari, oggi si è assistito a una sorpresa. Con 100 voti contro 98, la Camera del popolo ha bocciato la proposta di rinviare il dossier al Governo. Rispetto ad inizio settimana Vincent Maître (Centro/GE) ha cambiato idea, mentre Christian Lohr (Centro/TG) era assente. Ciò ha fatto pendere la bilancia contro il rinvio.

Come per gli Stati, anche per una maggioranza - seppur risicata - del Nazionale, il ritorno all'energia nucleare va quindi deciso senza attendere ulteriori chiarimenti sulle conseguenze finanziarie della costruzione di nuove centrali. L'esame del progetto è così stato concluso durante la sessione in corso.

Rapporto entro la fine dell'anno

La Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia del Consiglio degli Stati (CAPTE-S) ha comunque commissionato al Dipartimento del ministro dell'energia Albert Rösti un rapporto che delineerà entro la fine dell'anno le conseguenze finanziarie di tali progetti di nuove centrali nucleari.

Questo rapporto sarebbe quindi disponibile prima che si tenga una votazione popolare. Ciò ha forse convinto Maître a votare oggi in modo diverso rispetto a lunedì. Il progetto è quindi pronto per le votazioni finali di domani.

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