Voli notturni: no all'iniziativa anti-rumore, sì al controprogetto

Il testo originale è stato ritirato dai promotori
ZURIGO - Il Gran Consiglio zurighese ha approvato stamane in seconda lettura, con 105 voti contro 71, il controprogetto all'iniziativa sul "riposo notturno", volta a proteggere la popolazione dai rumori dello scalo di Zurigo-Kloten. La decisione ha spinto i promotori a ritirare il testo originale (bocciato con 171 voti contro 5), ritenuto da molti non conforme al diritto federale.
Anziché imporre il blocco totale dei voli dalle 23 alle 6 come richiesto dall'iniziativa, il compromesso adotta un approccio più pragmatico per tutelare la salute pubblica. Esso prevede tasse più elevate per i decolli e gli atterraggi dopo le undici di sera, l'obbligo di informare tempestivamente sulle cause dei ritardi e un rapporto annuale del Governo cantonale sul rispetto della quiete notturna.
L'associazione "Fair in Air", promotrice dell'iniziativa, ha definito il controprogetto un «compromesso sostenibile» che accoglie le richieste centrali del testo. L'intenzione di ritirare l'iniziativa in caso di via libera al controprogetto è stata confermata in aula da Andreas Hasler (PVL).
L'aeroporto di Zurigo ha accolto con favore la netta bocciatura dell'iniziativa, definendola una «decisione importante per il mantenimento dei buoni collegamenti intercontinentali della Svizzera». Secondo lo scalo, il controprogetto comporterà un maggiore onere amministrativo senza migliorare la situazione dei ritardi.
Scontro acceso
Durante il dibattito di stamattina in Parlamento a Zurigo, lo scontro politico è stato particolarmente acceso, riflettendo le profonde spaccature tra i blocchi. Da un lato, l'UDC e il PLR hanno criticato duramente il controprogetto: l'UDC lo ha definito «dannoso per lo scalo di Zurigo, per i passeggeri e per l'attrattiva economica della regione», mentre il PLR ha sottolineato che la riforma porterà solo a «un peggioramento dello status quo, più burocrazia e costi aggiuntivi», senza risolvere il problema logistico dei ritardi. Malgrado ciò i due partiti hanno già annunciato che non lanceranno il referendum, formalizzando di fatto il compromesso.
Sul fronte opposto, lo schieramento di centro-sinistra ha difeso in maniera compatta il testo, per dare una risposta immediata alla popolazione esasperata. Il PS ha denunciato il fatto che l'aeroporto utilizzi quasi quotidianamente la finestra dei ritardi, ribadendo che la priorità deve essere la salute pubblica poiché «il rumore fa ammalare», tesi sostenuta fermamente anche dai Verdi, che puntano a migliorare la qualità di vita nella regione aeroportuale.
La questione sul tavolo a Berna
La decisione zurighese si inserisce in un contesto di accese discussioni a livello nazionale. Le Camere federali discutono proprio in questi giorni della revisione della Legge sulla navigazione aerea, che potrebbe fissare gli attuali orari di esercizio degli aeroporti nazionali. La sinistra si oppone, temendo una perdita di competenze cantonali e un ostacolo a maggiori tutele contro il rumore. I partiti borghesi sostengono invece la riforma per garantire la certezza del diritto e la competitività della Svizzera.



