Cerca e trova immobili
SVIZZERA

Abusi nella Chiesa, chiesti standard nazionali vincolanti

Lo hanno fatto le associazioni delle vittime, nel corso di un incontro con la Conferenza dei vescovi svizzeri
Abusi nella Chiesa, chiesti standard nazionali vincolanti
Depositphotos (Klanneke)
Fonte GAVA
Abusi nella Chiesa, chiesti standard nazionali vincolanti
Lo hanno fatto le associazioni delle vittime, nel corso di un incontro con la Conferenza dei vescovi svizzeri

FISCHINGEN - Standard minimi validi in tutta la Svizzera, organismi esterni indipendenti e un maggiore coinvolgimento delle persone direttamente interessate. Sono le principali richieste presentate dalle associazioni delle vittime di abusi IG-M!kU, SAPEC e GAVA alla Conferenza dei vescovi svizzeri (CVS). Le misure di protezione e i diritti delle vittime, hanno sottolineato, non devono dipendere dalla diocesi o dal contesto regionale.

I rappresentanti delle tre associazioni linguistico-regionali hanno incontrato i membri della CVS il 21 settembre al monastero di Fischingen. Il confronto si è concentrato sulle esperienze e sulle preoccupazioni di chi ha subito abusi sessuali o spirituali in ambito ecclesiale e sulle misure adottate dalla Chiesa cattolica in Svizzera dopo la pubblicazione dello studio pilota, nel settembre 2023.

Pur riconoscendo i passi compiuti negli ultimi anni e i primi segnali di un cambiamento culturale, le associazioni hanno chiesto un sistema di protezione vincolante a livello nazionale, la formazione iniziale e continua dei responsabili ecclesiastici e un lavoro di elaborazione degli abusi che non si limiti agli aspetti penali.

È stata inoltre ribadita la necessità di organismi esterni e indipendenti per la consulenza, l’accompagnamento e il controllo, così come di procedure trasparenti e comprensibili. Centrale anche la fiducia nei responsabili ecclesiastici e negli uffici di segnalazione, considerata indispensabile affinché le vittime trovino il coraggio di chiedere aiuto.

Secondo le associazioni, le esperienze delle persone coinvolte devono essere integrate sistematicamente nel lavoro di prevenzione e intervento. L’efficacia delle misure dovrà essere valutata sulla loro capacità di garantire concretamente una migliore protezione, procedure affidabili e un trattamento rispettoso ed empatico.

I membri della CVS hanno accolto sia il riconoscimento dei passi già compiuti sia le osservazioni critiche. Le parti hanno convenuto che la pubblicazione dello studio principale, prevista all’inizio di febbraio 2027, dovrà rappresentare un’ulteriore tappa nella verifica e nello sviluppo delle misure, non la conclusione del percorso.

CVS e associazioni hanno infine concordato di proseguire lo scambio diretto e regolare. Il prossimo incontro è stato fissato per il 13 febbraio 2027, poco dopo la pubblicazione dello studio.

Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.
Naviga su tio.ch senza pubblicità Prova TioABO per 7 giorni.

Sappiamo quanto sia importante condividere le vostre opinioni. Tuttavia, per questo articolo abbiamo scelto di mantenere chiusa la sezione commenti.

Su alcuni temi riceviamo purtroppo con frequenza messaggi contenenti insulti e incitamento all'odio e, nonostante i nostri sforzi, non riusciamo a garantire un dialogo costruttivo. Per le stesse ragioni, disattiviamo i commenti anche negli articoli dedicati a decessi, crimini, processi e incidenti.

Il confronto con i nostri lettori rimane per noi fondamentale: è una parte centrale della nostra piattaforma. Per questo ci impegniamo a mantenere aperta la discussione ogni volta che è possibile.

Dipende anche da voi: con interventi rispettosi, costruttivi e cortesi, potete contribuire a mantenere un dialogo aperto, civile e utile per tutti. Non vediamo l'ora di ritrovarvi nella prossima sezione commenti!
NOTIZIE PIÙ LETTE