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ZURIGO

Paragonano un ebreo una "cimice" e a un "rapace": assolti due anziani

I due imputati, di origine ceca, hanno sostenuto davanti alla corte che non era loro intenzione offendere: «Non volevo offendere né ferire nessuno, volevo solo far ridere la gente». Si tratta insomma di umorismo ceco
Paragonano un ebreo una "cimice" e a un "rapace": assolti due anziani
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Fonte Ats
Paragonano un ebreo una "cimice" e a un "rapace": assolti due anziani
I due imputati, di origine ceca, hanno sostenuto davanti alla corte che non era loro intenzione offendere: «Non volevo offendere né ferire nessuno, volevo solo far ridere la gente». Si tratta insomma di umorismo ceco

DIELSDORF - Due anziani di origine ceca sono stati assolti dal Tribunale distrettuale di Dielsdorf (ZH) dall'accusa di violazione della norma antirazzismo. In un racconto pubblicato su una rivista destinata alla diaspora cecoslovacca in Svizzera avevano dato della «cimice» e del «rapace» a un ebreo.

Il tribunale è arrivato alla conclusione che sebbene il testo sia «estremamente problematico», per una condanna è necessaria l'«intenzione», ovvero la volontà dell'autore di discriminare delle persone con il proprio comportamento. Nel caso in questione, ciò non si è verificato, ha stabilito la corte di prima istanza.

L'autore dell'articolo, un uomo di 89 anni, e il redattore della rivista «Zpravodaj» (che significa «Reporter»), di 77 anni, sono comparsi oggi davanti al Tribunale di Dielsdorf perché la società della rivista ha sede nel medesimo distretto del canton Zurigo.

L'«astuto Izak»
Il racconto incriminato, intitolato «Gerächter Gastwirt» (Ristoratore vendicato), era stato pubblicato nel maggio del 2024 e distribuito ai circa 350 abbonati della rivisita.

Il testo parlava dell'«astuto Izak», un ebreo che acquista una locanda in un villaggio ceco. Nel racconto, gli abitanti del villaggio criticano il fatto che la «cimice» abbia in pugno metà del villaggio, definendo l'uomo un «mascalzone disonesto» che si avventa sulle monete d'oro «come un rapace».

Con queste descrizioni, l'autore avrebbe alimentato lo stereotipo dell'ebreo avido di denaro che si insinua nella società. Tutti cliché - ha sostenuto la pubblica accusa - che sono parte integrante delle ideologie nazionaliste e hanno lo scopo di denigrare gli ebrei.

I due imputati hanno sostenuto davanti alla corte che non era loro intenzione offendere gli ebrei. «Non volevo offendere né ferire nessuno», ha affermato l'autore 89enne, originario della Cecoslovacchia, che vive in Svizzera dal 1979. «Volevo solo far ridere la gente». In altre parole si è trattato, a suo avviso, di umorismo ceco.

Il Ministero pubblico chiedeva per i due imputati una pena pecuniaria di 120 aliquote giornaliere, sospese per un periodo di prova di due anni. Per l'autore del testo l'aliquota sarebbe stata fissata a 30 franchi, mentre per il redattore responsabile a 110 franchi, visto che risulta essere più benestante.

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