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Problemi tecnici e ritardi, cosa sta succedendo a Swiss? «I nostri aerei sono sicuri»

Il Ceo Fehlinger risponde alle critiche e rilancia sugli investimenti per migliorare sicurezza, puntualità ed esperienza di bordo.
Problemi tecnici e ritardi, cosa sta succedendo a Swiss? «I nostri aerei sono sicuri»
20 Minuten
Problemi tecnici e ritardi, cosa sta succedendo a Swiss? «I nostri aerei sono sicuri»
Il Ceo Fehlinger risponde alle critiche e rilancia sugli investimenti per migliorare sicurezza, puntualità ed esperienza di bordo.

ZURIGO - Sempre più spesso abbiamo riferito negli scorsi mesi di notizie riguardanti voli Swiss costretti a rientrare o ad atterrare per problemi tecnici. Articoli che hanno sollevato interrogativi non solo sulla manutenzione degli aerei, ma soprattutto su che cosa stia accadendo alla nostra compagnia di bandiera. A rispondere è direttamente Jens Fehlinger, Ceo di Swiss, che oggi ha risposto alle numerose domande dei lettori di 20 Minuten in un incontro organizzato direttamente dalla cabina di pilotaggio di un nuovo Airbus A350 appena arrivato a Kloten.

Fehlinger ha respinto l'ipotesi che Swiss stia risparmiando sulla sicurezza. A suo dire, nelle ultime settimane si è verificata una concentrazione di episodi, ma occorre distinguere tra il numero di eventi e la loro copertura mediatica.

«La sicurezza per noi non è negoziabile», ha dichiarato. «Non risparmiamo un franco sulla manutenzione, sulla formazione o su qualsiasi altro settore legato alla sicurezza». In caso di dubbio, ha aggiunto, gli equipaggi decidono sempre a favore della sicurezza, anche scegliendo di effettuare un atterraggio precauzionale.

Secondo il Ceo, quindi, non vi sarebbe una situazione che faccia pensare a un problema strutturale nella sicurezza della compagnia. «Tutti sono formati per mettere la sicurezza al primo posto».

«I ritardi? Non siamo ancora dove vogliamo essere»
Uno dei capitoli più delicati riguarda la puntualità. Le critiche dei passeggeri sono state dirette: troppi ritardi e disservizi a fronte di prezzi considerati elevati. Fehlinger ha riconosciuto che, dopo la pandemia, Swiss ha avuto problemi di puntualità.
«Ci lavoriamo continuamente, ma non siamo ancora dove vogliamo essere», ha ammesso. Secondo il Ceo, circa due terzi delle cause dei ritardi sarebbero tuttavia riconducibili a fattori esterni. La compagnia sta quindi lavorando anche con i propri partner per migliorare la situazione. «Abbiamo 18 milioni di clienti all'anno e siamo contenti di questo confronto», ha detto, assicurando che i dipendenti «danno il massimo ogni giorno».

Fehlinger ha parlato anche del proprio rapporto con il volo. La sua esperienza da pilota, ha spiegato, gli ha permesso di vivere «momenti meravigliosi», come sorvolare le nuvole all'alba. Una professione che associa a «libertà, apertura al mondo e scoperta di cose nuove». Quanto alle situazioni di emergenza, il Ceo ha sottolineato di avere alle spalle una carriera senza incidenti: «Per fortuna non ho mai vissuto situazioni davvero critiche».

Un miliardo all'anno per la compagnia
Sul fronte economico, Fehlinger ha difeso la strategia di investimento di Swiss. La compagnia, ha spiegato, destina circa un miliardo di franchi all'anno aerei, personale, formazione e prodotto.

«Investiamo come mai prima nella nostra storia», ha affermato. Allo stesso tempo, però, Swiss deve aumentare la propria efficienza. I costi sono cresciuti, anche quelli legati alla sostenibilità, che secondo Fehlinger aumentano ogni anno di «una buona somma a due cifre in milioni».

L'obiettivo è dunque trovare un equilibrio tra investimenti e contenimento dei costi, senza trasferire ogni aumento direttamente sui passeggeri. «Il nostro compito è lavorare sulle nostre strutture affinché tra dieci anni possiamo essere ancora in una buona posizione», ha spiegato.

Il nuovo Airbus e l'attenzione al prezzo
Il nuovo A350 rappresenta, secondo il Ceo, una tappa importante nella storia di Swiss. Nuovi sedili, nuovi pasti, schermi più grandi e una cabina più confortevole sono alcuni degli elementi destinati a modificare l'esperienza dei passeggeri.

Il nuovo velivolo dovrebbe inoltre consumare meno carburante, produrre meno CO₂ ed essere più silenzioso. In Economy, ha sottolineato Fehlinger, la pressione in cabina sarà maggiore rispetto ai precedenti aerei, con benefici che, secondo quanto riferito, dovrebbero contribuire a rendere il viaggio più confortevole. Parallelamente, Swiss sta introducendo nuovi modelli tariffari, compreso l'Economy Basic, che ha suscitato diverse critiche tra i passeggeri.

Fehlinger ha spiegato che la nuova tariffa nasce dalla richiesta di clienti che vogliono viaggiare senza un bagaglio a mano importante e pagare quindi meno. «Non vogliamo che si abbia l'impressione che il nostro obiettivo sia controllare e incassare il più possibile», ha assicurato.

«Swissness non significa restare fermi»
Uno dei temi più ricorrenti nelle domande dei lettori è stato il rapporto tra l'identità svizzera della compagnia e la sua appartenenza al gruppo Lufthansa. Fehlinger ha respinto l'idea che Swiss stia perdendo la propria identità. «Possiamo essere ancora molto Swiss», ha affermato. La compagnia, ha spiegato, continua a investire in qualità, affidabilità, cortesia e prodotti svizzeri.

«Il cibo arriva dalla Svizzera ed è preparato da cuochi svizzeri», ha sottolineato, ricordando inoltre che numerosi materiali utilizzati sugli aerei provengono dalla Confederazione. La collaborazione con Lufthansa, secondo Fehlinger, non contraddice questa identità. Anzi, permette a Swiss di beneficiare di economie di scala. L'esempio citato è quello del carburante: acquistando volumi maggiori insieme al gruppo si possono ottenere condizioni migliori.

Quanto all'indipendenza, il Ceo ha definito Swiss «una figlia forte» con «una voce forte» all'interno del gruppo. Le decisioni vengono prese insieme, ha spiegato, ma non senza discussioni. «Come in ogni buona famiglia, discutiamo le nostre divergenze». E sul simbolo più evidente dell'identità nazionale non ci sono trattative: «Il crocifisso svizzero sulla coda non è in discussione. Portiamo con orgoglio la nostra identità nel mondo».

«Non saremo mai i più economici»
Fehlinger non ha evitato nemmeno il confronto con le grandi compagnie asiatiche e mediorientali, spesso considerate dai passeggeri un riferimento per il servizio premium.«Queste domande interessano anche me», ha ammesso. Swiss sta investendo, per esempio, nel Wi-Fi: il servizio Starlink sarebbe destinato a essere introdotto a partire dalla settimana successiva, anche se serviranno anni per equipaggiare l'intera flotta.

Il Ceo riconosce però che Swiss non potrà competere sul prezzo con alcune compagnie straniere. «Non saremo mai i più economici», ha detto, ricordando le differenze nei costi e nelle strutture salariali e il fatto che alcune compagnie operano in condizioni differenti.

La strategia consiste quindi nel puntare sulla «Swissness» e su un prodotto che giustifichi il prezzo. «Un volo con Singapore Airlines è un'esperienza diversa», ha riconosciuto. «Ma molti clienti sono anche contenti quando tornano su un aereo Swiss, dove cerchiamo di far vivere la sensazione di casa».

Cani in cabina e Starlink
Tra le domande più curiose dei lettori anche quella relativa agli animali domestici. Swiss sta valutando la possibilità di modificare l'attuale limite di 8 chilogrammi per i cani trasportati in cabina, seguendo l'esempio di alcune altre compagnie. «Guardiamo con attenzione se il limite degli 8 chili possa essere eliminato», ha detto Fehlinger, spiegando che il peso non è l'unico elemento da considerare e che il trasporto di animali comporta precise esigenze di sicurezza.Il Ceo ha inoltre ammesso di non avere un cane. In passato, però, ha avuto un coniglio.

Sul fronte tecnologico, invece, il prossimo passo sarà Starlink: il primo aereo equipaggiato dovrebbe entrare in servizio a breve, mentre per completare l'adeguamento dell'intera flotta bisognerà attendere fino alla fine del decennio.

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