«Non hanno ricevuto il sostegno a cui avrebbero avuto diritto»

Le scuse del Consigliere di Stato a capo del Dipartimento delle istituzioni argoviese, a madre e figlia vittime degli abusi di Patrick Frei.
AARAU - Il Consigliere di Stato argoviese Dieter Egli (PS), responsabile del Dipartimento delle istituzioni di Argovia, ha chiesto scusa alle vittime nel caso di abusi che coinvolge l'ex granconsigliere UDC Patrick Frei (57).
All’ex politico è contestato di aver drogato e violentato, complessivamente per oltre 180 volte nel corso di anni, la sua ex compagna Iwona L., la figlia allora quindicenne Paula L. e un’altra donna. È inoltre accusato di tentato omicidio plurimo, poiché i sedativi utilizzati avrebbero messo in pericolo la loro vita.
Procedura dell’Ufficio della migrazione sotto accusa
In un’intervista all’Argauer Zeitung, Egli afferma che le vittime «non hanno ricevuto l’aiuto che avrebbero dovuto». Allo stesso tempo difende l’operato dell’Ufficio della migrazione, sostenendo che abbia agito correttamente dal punto di vista legale. Il Cantone sta ora riesaminando le procedure e non esclude un’indagine esterna.
Dopo l’arresto dell’ex granconsigliere nell’autunno 2023, Iwona L. ha richiesto l’assistenza sociale. Il Comune di Untersiggenthal ha quindi segnalato il caso all’Ufficio della migrazione, come previsto dalla legge. In seguito, l’autorità ha disposto l’espulsione di madre e figlia, una decisione da allora fortemente criticata.
«Mi dispiace infinitamente»
Egli riconosce che le persone coinvolte non sono state sostenute a sufficienza: «Le vittime non hanno ricevuto l’aiuto che avrebbero dovuto ricevere. Mi dispiace infinitamente e desidero scusarmi con loro e con tutte le persone profondamente scosse da questo caso».
Egli ribadisce però il sostegno all’Ufficio della migrazione: la segnalazione del Comune era imposta dalla legge e, sulla base delle informazioni allora disponibili, anche la decisione di espulsione era conforme al diritto. Nel frattempo sono però emersi nuovi elementi che hanno portato a una diversa valutazione. Egli non si esprime sulla procedura in corso davanti al Tribunale amministrativo.
«Il risultato è stato devastante per le due vittime»
Il direttore della giustizia si dichiara inoltre favorevole a un rafforzamento della protezione delle vittime di violenza domestica e sessuale. Respinge tuttavia l’accusa di un fallimento delle autorità, ribadendo che l’Ufficio della migrazione avrebbe «agito correttamente dal punto di vista legale». Ammette però: «Il risultato è stato comunque devastante per le due vittime».




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