TikToker a processo: «Teste a scatola» a Xhaka e Shaqiri, «Venditore di kebab» a Murat Yakin

L'uomo aveva pubblicato dei video giudicati razzisti ed era stato denunciato dalla Federazione svizzera di calcio. Doveva rispondere di discriminazione e incitamento all'odio. La giudice, però, lo ha assolto.
L'uomo aveva pubblicato dei video giudicati razzisti ed era stato denunciato dalla Federazione svizzera di calcio. Doveva rispondere di discriminazione e incitamento all'odio. La giudice, però, lo ha assolto.
SCIAFFUSA - L’influencer e TikToker Mirco Casorelli è comparso oggi davanti al Tribunale cantonale di Sciaffusa per rispondere di accuse di discriminazione e incitamento all’odio. Secondo il Ministero pubblico, nell’estate del 2023 aveva insultato pubblicamente in modo razzista sei giocatori della nazionale svizzera di calcio in altrettanti video pubblicati online.
Tra le altre cose, stando al Blick, aveva definito Xherdan Shaqiri e Granit Xhaka «teste a scatola», Murat Yakin «venditore di kebab» e il giocatore di colore Jordan Lotomba una «figura inquietante».
L’imputato ha respinto tutte le accuse e l'assoluzione, alla fine, è arrivata.
Nella sentenza data questo pomeriggio, in particolare, è stato sottolineato che l'uomo ha sì fatto riferimento a caratteristiche fisiche dei giocatori, ma non ha mai preso di mira un gruppo etnico in particolare. In assenza di denunce delle persone coinvolte, non vi sono quindi gli elementi per una condanna.
Durante la lettura della sentenza è stato comunque affermato che l'influencer si è mosso su un terreno scivoloso e che l'assoluzione è più legata a sottigliezze giuridiche. «La satira e l'umorismo non giustificano tutto», ha detto la giudice.
«È satira»
Durante il dibattimento Casorelli, noto sui social con il nome “Bireweich" e "Bireweichesouhund”, ha sostenuto che i contenuti incriminati rientrano nella satira. Il suo account sarebbe esplicitamente presentato come tale e i video mirerebbero a parodiare il tipico "svizzerotto".
Ha inoltre affermato di non aver mai utilizzato termini esplicitamente razzisti né di aver preso di mira un’etnia in modo diretto, sottolineando anche la propria esperienza personale con la discriminazione.
La difesa ha insistito sul fatto che i video sarebbero protetti dalla libertà di espressione artistica e di opinione, accusando il Ministero pubblico di ignorare il contesto complessivo. Secondo l’avvocato, Casorelli avrebbe esasperato e parodiato contenuti razzisti altrui per metterne in evidenza l’assurdità.
La denuncia della SFV
Il procedimento trae origine da una denuncia presentata dalla Federazione svizzera di calcio (SFV). Nel decreto penale veniva sostenuto che l’imputato avesse rivolto insulti pesanti a giocatori con origini balcaniche o nordafricane e a calciatori di pelle scura, utilizzando espressioni offensive durante commenti legati all’inno nazionale.
«Tifo per l'Italia»
In aula, Casorelli ha dichiarato di non provare particolare coinvolgimento emotivo per la nazionale svizzera, affermando di tifare per l’Italia.
Il decreto penale, emesso nel dicembre 2024 e impugnato dall’imputato, prevedeva una pena pecuniaria sospesa di 60 aliquote giornaliere da 180 franchi, oltre a una multa non sospesa di 2'700 franchi e spese per un totale di 3'100 franchi.
Alla seduta hanno assistito una ventina di persone, in gran parte sostenitori di "Bireweich".




