Pensi di mangiare poco zucchero? Occhio a quello nascosto nei cibi salati

Dalla pizza al pane, un'indagine sui prodotti dei supermercati svizzeri rivela quantità sorprendenti di zucchero. E i consumatori chiedono più trasparenza.
BERNA - Una pizza Margherita con più di tre zollette di zucchero. Un müsli biologico che ne contiene il 22%, nonostante sulla confezione campeggi la scritta "senza zuccheri aggiunti". Non sono casi isolati. Lo zucchero si trova anche in alimenti insospettabili, persino in quelli salati.
A denunciarlo è l'Organizzazione svizzera per la tutela dei consumatori, che ha passato al setaccio diversi prodotti venduti nei supermercati svizzeri.
Quanto zucchero si nasconde nei prodotti salati?
Tra i casi più sorprendenti ci sono le pizze surgelate. Una Margherita M-Budget di Migros contiene l'equivalente di tre zollette di zucchero, mentre quella della linea economica Coop arriva addirittura a 13,3 grammi. La Margherita Sapori d'Italia ne contiene circa un terzo rispetto alle alternative economiche, ma costa quattro volte tanto, pur pesando 60 grammi in meno.
Spendere di più, però, non significa necessariamente trovare meno zucchero. Nei tortini al formaggio, per esempio, è il prodotto più economico a contenerne meno. Anche tra i pani da toast emergono forti differenze: quello della linea Prix-Garantie ne contiene oltre tre volte di più rispetto ad alcune varietà vendute da Migros.
Anche i marchi più conosciuti possono riservare sorprese. La pasta sfoglia Betty Bossi, per esempio, viene aggiunto zucchero invertito, l'equivalente di una zolletta ogni 100 grammi. Secondo l'indagine, questo ingrediente è invece assente dalla maggior parte delle paste sfoglie concorrenti.
«Basta aggiungere zucchero inutile agli alimenti»
Secondo l'Organizzazione svizzera per la tutela dei consumatori, l'industria alimentare deve fare di più. Nonostante gli impegni volontari assunti attraverso la Dichiarazione di Milano per ridurre l'utilizzo di quest'ingrediente in determinate categorie di prodotti, continua a comparire in numerosi alimenti che non vengono percepiti come dolci.
«L'industria alimentare dovrebbe smettere di aggiungere zucchero inutile a tutti i prodotti», afferma Josianne Walpen, responsabile di progetto dell'organizzazione. Una richiesta condivisa da oltre il 90% della popolazione svizzera, secondo lo studio Monitor su alimentazione e movimento.
Etichette e Nutri-Score: la trasparenza fa un passo indietroUn altro problema riguarda le etichette. Un müsli biologico alla frutta di Migros, per esempio, riporta la dicitura «senza zuccheri aggiunti», ma ne contiene ben 22 grammi ogni 100 di prodotto.
Non c'è alcun trucco. La quantità è dovuta alla frutta essiccata, che li contiene naturalmente, e la dicitura è quindi corretta. Ma per chi cerca di limitarne il consumo, conoscere il contenuto effettivo di un alimento resta fondamentale.
Per questo l'Organizzazione svizzera per la tutela dei consumatori chiede etichette nutrizionali più comprensibili, anche attraverso il Nutri-Score, il sistema che permette di valutare a colpo d'occhio la composizione nutrizionale degli alimenti.
La tendenza, però, sembra andare nella direzione opposta. «Grandi player come Nestlé, Migros o Coop sono tornati indietro o non l'hanno mai applicato», critica Stalder.
Nestlé ha deciso di eliminare il Nutri-Score dai prodotti commercializzati esclusivamente in Svizzera, mentre Migros lo aveva già abbandonato nel maggio 2024. Il sistema, introdotto nel 2019, è stato inoltre oggetto di forti critiche da parte dell'Unione Svizzera dei Contadini.
Troppo zucchero: in Svizzera si consuma il doppio della dose raccomandata
Il dato è preoccupante. L'Organizzazione mondiale della sanità raccomanda infatti di non superare i 50 grammi di zucchero al giorno. In Svizzera, invece, il consumo medio supera i 100 grammi quotidiani. Più del doppio.
Un eccesso che può favorire sovrappeso, diabete e malattie cardiovascolari. Per l'industria alimentare, intanto, lo zucchero resta un ingrediente conveniente. Costa poco e intensifica il sapore.
Ecco perché, secondo il Konsumentenschutz, non basta fare attenzione a dolci e bibite zuccherate. Per ridurre davvero il consumo bisogna poter riconoscere anche quello presente negli alimenti di tutti i giorni. Pizza Margherita compresa.



