UBS, niente sorprese e scivola in borsa

Dopo la pubblicazione dei trimestrali il titolo della banca perde il 2% nei primi scambi sulla piazza di Zurigo
ZURIGO - Niente entusiasmo oggi fra gli investitori per i risultati di UBS: sulla piazza di Zurigo l'azione della banca nella prima ora di contrattazione scende di oltre il 2%, nel quadro di un mercato che si presenta in generale in ribasso frazionale. Per la prima volta da molto tempo a questa parte l'istituto non ha sorpreso in bene gli analisti, viene fatto notare.
Nei primissimi scambi il titolo ha toccato un minimo a 37,56 franchi, ben lontano dai 45,04 franchi raggiunti lo scorso 8 settembre, che costituiscono il corso più alto dai tempi della crisi finanziaria del 2008. Il valore è così tornato a essere stabile rispetto a inizio gennaio, mentre rimangono sempre ampiamente positive le performance sull'arco di dodici mesi (+23%) e di cinque anni (+129%).
Gli analisti valutano peraltro in modo tutto sommato favorevole le cifre presentate oggi dalla società guidata da Sergio Ermotti. Vontobel parla di numeri solidi, sottolineando però la discontinuità rispetto ai dieci trimestri precedenti, durante i quali UBS aveva registrato sorprese positive sui profitti. L'ultima volta che la banca aveva deluso le aspettative risale al quarto trimestre del 2023.
Il «punto luminoso» negli afflussi
Il principale elemento positivo viene considerato la raccolta netta di nuovi capitali nella divisione di gestione patrimoniale: nel terzo trimestre UBS ha registrato afflussi netti per circa 55 miliardi di dollari (45 miliardi di franchi), contro i 36 miliardi del trimestre precedente. Gli analisti dell'istituto canadese RBC definiscono proprio gli afflussi il «punto luminoso» dei risultati.
Anche la banca d'investimento americana Jefferies mette in evidenza la forza del denaro fresco, arrivato in modo particolarmente marcato negli Stati Uniti e in Asia. Il patrimonio gestito è invece rimasto leggermente al di sotto delle previsioni, penalizzato dagli effetti dei cambi e dall'andamento dei mercati. Tra gli altri aspetti favorevoli messi in rilievo dagli esperti figurano la riduzione dei costi e una solida dotazione patrimoniale. Sul fronte dei ricavi, invece, la divisione di gestione patrimoniale ha registrato una performance lievemente inferiore alle attese.



