Bocciato in Commissione l'aumento dell'IVA per finanziare gli armamenti

La proposta: utilizzare le entrate IVA esistenti e risparmi federali. Decisione attesa nella sessione invernale
BERNA - L'imposta sul valore aggiunto (IVA) non deve essere aumentata per finanziare l'acquisto di nuovi armamenti destinati all'esercito svizzero. È quanto sostiene la Commissione delle finanze del Consiglio nazionale (FK-N) in un rapporto supplementare alla proposta di finanziamento.
La Commissione riconosce tuttavia la necessità di ulteriori investimenti per migliorare l'equipaggiamento dell'esercito. Come comunicato martedì sera dai Servizi del Parlamento, la FK-N intende ricorrere anche all'IVA, ma senza modificarne l'aliquota attuale.
Secondo il modello proposto, i progetti di armamento dovrebbero essere finanziati attraverso una parte delle entrate IVA già esistenti, da vincolare a questo scopo. Tra le altre fonti di finanziamento individuate figurano i crediti di bilancio non utilizzati, i risparmi a livello federale e ulteriori riduzioni delle spese della Confederazione.
La Commissione propone inoltre di ridurre la quota dell'imposta federale diretta destinata ai Cantoni, così da liberare ulteriori risorse per le necessità dell'esercito.
Il modello ha ottenuto il sostegno della maggioranza della FK-N, che lo ha approvato con 15 voti favorevoli, 8 contrari e un'astensione. La minoranza avrebbe invece preferito finanziare gli investimenti attraverso entrate supplementari. La decisione passerà ora al Consiglio nazionale, che sarà chiamato a pronunciarsi durante la sessione invernale.



